Fiorentina, un’annata da incubo: niente festa al Franchi ma 18mila fischi con mezza squadra ai saluti
Dal 18 maggio 2025 al 23 maggio 2026. A un anno di distanza, il congedo dal Franchi per questa stagione dovrebbe essere simile in molti aspetti a quello della scorsa. Allora, nonostante la vittoria per 3-2 sul Bologna dell'ex Vincenzo Italiano, ci furono fischi per dirigenza e parte tecnica. Una delle vittime di quella serata fu proprio Raffaele Palladino, che torna da avversario stasera; per lui sarà un déjà-vu, solo che stavolta si troverà dall'altra parte e che, a differenza dell'anno scorso, la Fiorentina concluderà al massimo a 44 punti questa Serie A (nella migliore delle ipotesi a -21 rispetto al punteggio accumulato in viola dall'attuale tecnico dell'Atalanta).
Il clima
Sulla Fiorentina, intesa come squadra e dirigenza, soffia forte vento di contestazione. La prestigiosa vittoria contro la Juventus è un palliativo che non ha addolcito una piazza furibonda per quanto visto negli ultimi dieci mesi: nessuna festa salvezza, e questo lo si era capito anche dopo l'ultima gara interna, lo 0-0 col Genoa salutato dai cori d'indignazione dei presenti (il consiglio più gentile piovuto dalla Fiesole era stato un sempreverde «Andate a lavorare»). Stavolta i toni saranno ancora più aspri, perché i gruppi organizzati si faranno sentire. Lo hanno già fatto con uno striscione apparso ieri in città, zona Scandicci, che recitava così: «Ci avete rovinato, banda di buffoni. Chi non dà l'anima fuori dai co****ni», firmato Curva Fiesole. I poco più di 18mila spettatori attesi - per l'ultima in casa la Fiorentina rischia di non arrivare a 20mila presenti, sarebbe la sesta volta in questo campionato, un dato che andrà analizzato nei prossimi mesi - non risparmieranno nessuno, o quasi. Perché un'altra differenza rispetto a dodici mesi fa sarà probabilmente legata al trattamento riservato all'allenatore: se allora Palladino finì nel mirino (con tanto di striscione che lo esortava a sparire assieme all'allora ds Daniele Pradè), stavolta chi siede in panchina sarà tra i pochi a essere applaudito e ringraziato da gran parte della tifoseria. Nei confronti di Paolo Vanoli la burbera piazza viola prova comunque gratitudine, per ciò che ha fatto e soprattutto per aver accettato a novembre un incarico che sembrava un suicidio professionale anche per la carriera del tecnico di Varese.
Ultimo ballo
I principali bersagli saranno loro, i calciatori: per tanti sarà un congedo con disonore da Firenze. I vari Harrison, Rugani e probabilmente anche Solomon, ma anche Gudmundsson e Dodo (due dei sacrificabili sul mercato), passando per Gosens e forse Piccoli. Punto interrogativo invece su Moise Kean, che dovrebbe ancora una volta fare capolino solo dalla tribuna e il cui futuro è tutto da decidere. Poi ci sono quelli che rimarranno, salvo cambi di piani nelle prossime settimane: e quindi De Gea, Ranieri, Pongracic, Comuzzo, Fagioli, Mandragora, Ndour, Parisi. Giocatori che dovrebbero far parte anche della Fiorentina del futuro, che avranno un appuntamento nello stesso posto fra qualche mese, ad agosto, quando sarà tempo di festeggiamenti per il centenario del club: per loro il primo obiettivo del 2026/27 sarà provare a cancellare i fischi di stasera.
