Spalletti uomo Champions: il dato che fa sperare la Juve nell’impresa
Spalletti per l’impresa. Le speranze di Champions sono ormai ridotte al minimo per la Juve, capace di farsi male da sola contro Verona e Fiorentina e di conseguenza di finire fuori dalle posizioni che contano per assicurarsi un posto al sole nell’Europa principale, ma Lucio non molla. La botta del crollo contro la Viola è stata fortissima, difficile da assorbire per tutti gli scenari negativi che ha dischiuso, però il tecnico non vuole certo alzare bandiera bianca prima del tempo, prima che l’aritmetica non renda impossibile il sorpasso sulla concorrenza. Spalletti, d’altra parte, è uno specialista delle qualificazioni alla Champions, come testimonia il suo curriculum: negli 11 campionati vissuti al timone di Udinese, Roma, Inter e Napoli, solo una volta non è riuscito a portare al traguardo la missione. È accaduto nel 2008/09 quando non andò oltre il sesto posto alla guida dei giallorossi.
La statistica di Spalletti
Lucio riparte da questa statistica: 10 volte su 11 è stata Champions. Non si può mollare, quindi. Si può provare a ribellarsi al destino. A patto di ritrovare la vera Juve, quella che fino alla doppia battuta d’arresto con Verona e Fiorentina era stata capace di risalire la corrente e di issarsi fino al terzo posto. Una squadra che, dal 30 ottobre a oggi, da quando cioè l’ex Ct dell’Italia ha iniziato il mandato, ha avuto un rendimento inferiore in campionato solo all’Inter campione. Non tutto è da buttare, anzi. Il lavoro stava pagando eccome prima del doppio, clamoroso stop che ha compromesso tutto.
La reazione
Lucio è consapevole dello scenario che si è creato e che la sorte della Signora dipenderà anche da quanto faranno le concorrenti e infatti si è detto «distrutto» dopo la sconfitta di domenica scorsa. Ma dalla delusione auspica che nasca una reazione sotto forma di vittoria sul Torino. Tre punti per cancellare, per quanto possibile, il doppio passo falso e chiudere il cammino compiendo fino in fondo il proprio dovere. È quanto ha chiesto alla squadra fin da lunedì quando la squadra si è ritrovata alla Continassa: 90 minuti da vera Juve per ritrovare il successo e attendere notizie sulla concorrenza. È anche una questione di orgoglio perché i bianconeri dovranno evitare di chiudere il campionato con meno di 70 punti (sono a 68 attualmente), cosa che non accade dal 2010/11 (58 in quella stagione). Sarebbe un altro elemento che riporterebbe l’orologio indietro al periodo più buio degli ultimi vent’anni: nel 2010/11 infatti la Juve chiuse per la seconda volta consecutiva al settimo posto e da lì nacque la rivoluzione affidata a Conte che, dalla stagione successiva, avviò il ciclo di nove scudetti consecutivi. Anche in caso di Europa League, a meno di clamorosi ribaltoni al momento non pronosticabili, sarà Spalletti a governare l’ennesima rinascita della Signora. Lucio ha un solo orizzonte, la vittoria. Vuole giocarsela fino in fondo. La speranze sono ridotte al lumicino ma la missione è chiara: vincere il derby e attendere un regalo. Una reazione per iniziare a scrivere una nuova storia.
