Conte: «Non ci arrendiamo, tutti insieme!»

Il messaggio su profilo Instagram dell'allenatore nerazzurro fotografa il momento di una squadra che non è perfetta, ma che ha un gran cuore e negli ultimi giorni ha fatto passi in avanti sotto tutti i profili
Conte: «Non ci arrendiamo, tutti insieme!»© AFPS
Andrea Ramazzotti

MILANO - Il giorno dopo l'impresa di Mönchengladbach, l'Inter sorride. Ad Appiano Gentile c'è la consapevolezza di aver scampato per il momento il pericolo eliminazione non solo dalla Champions ma pure dell'Europa League (sarebbe bastato pareggiare o perdere ieri per essere fuori da tutto...). La "guerra" però non è ancora vinta perché i nerazzurri dopo il ko contro il Real Madrid della scorsa settimana non sono più padroni del loro destino: per sperare nella qualificazione agli ottavi non possono più sbagliare niente e contemporaneamente devono augurarsi che le altre diano loro una mano.

Combinazione

I risultati di ieri sono stati molto positivi: primo perché Handanovic e compagni hanno vinto a Mönchengladbach, condizione indispensabile per restare "vivi"; secondo perché lo Shakhtar Donetsk ha battuto il Real Madrid e ora la classifica è assai equilibrata: Borussia Mönchengladbach 8 punti, Shakhtar Donetsk e Real 7, Inter 5. I nerazzurri rimangono ultimi, a 90' dalla fine del girone addirittura fuori anche dall'Europa League, ma battendo gli ucraini sarebbero matematicamente almeno terzi e dunque proseguirebbero l'avventura europea nella seconda coppa. Le loro chances di qualificazione agli ottavi di Champions sono legate, oltre che a un'affermazione contro lo Shakhtar, a un successo del Real Madrid o del Borussia Mönchengladbach nella gara di Valdebebas che si giocherà in contemporanea con quella di mercoledì a San Siro. In caso di pari tra gli spagnoli e i tedeschi, Conte sarà terzo (in caso di vittoria con gli ucraini) o quarto (in caso di pari o sconfitta).

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Rischio biscotto?

Rischi di "biscotto" tra la formazione di Zidane e quella di Rose? Complicato pianificare un pari perché i blancos avrebbero tutto da perdere: loro saranno certi di accedere agli ottavi solo con un'affermazione visto che non possono arrivare a pari punti con lo Shakhtar essendo in svantaggio negli scontri diretti. In caso di pareggio del Real contro il Borussia Mönchengladbach e dello Shakhtar contro l'Inter, sarebbero gli ucraini ad andare avanti insieme ai tedeschi. Idem se il Real pareggiasse e l'Inter vincesse la sua partita. Ecco perché Benzema e compagni devono pensare solo a vincere.

"Non ci arrendiamo"

Indipendentemente dai risultati dell'ultima giornata, il match di ieri a Mönchengladbach ha fatto capire a Conte che la sua Inter, quella che ha in mente dalla scorsa estate, piano piano sta venendo fuori. Non è ancora una squadra perfetta, ma ha assorbito bene la "botta" della sconfitta interna contro il Real della scorsa settimana e ha risposto con due successi contro Sassuolo e Borussia, due formazioni che la precedevano in classifica.

"Non ci arrendiamo, tutti insieme!" ha scritto su Instagram ieri notte il tecnico di Lecce. Lui nell'impresa in terra tedesca, che in Champions mancava dal 3-2 al Bayern Monaco del marzo 2011, è stato grande protagonista perché, capiti gli errori che i suoi commettevano fino a qualche giorno fa (inizi timorosi, difesa troppo alta ed eccessivi spazi concessi agli avversari) è stato bravo: ha chiesto alla linea di stare più bassa, non si è "vergognato" a difendere a 5 abbassando gli esterni di centrocampo e ha lasciato meno spazio per le ripartenze senza però diminuire l'intensità del pressing. Conte, insomma, da grande tecnico ha fatto le mosse giuste, quelle che hanno aiutato la barca nerazzurra ha rimanere in linea di galleggiamento. Una vittoria in Champions mancava da un anno: il tabù psicologico è abbattuto e ora i giocatori saranno più "leggeri".

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Super Lukaku

Se Conte si è confermato "un top player" (definizione dell'ad Marotta), i giocatori hanno fatto la loro parte alla grande. Ad iniziale dal fenomenale attaccante belga che proprio l'ex allenatore del Chelsea ha voluto ad ogni costo 2 estati fa. Lukaku è a quota 11 reti, 7 in Serie A e 4 in Champions. E' il perfetto profeta del credo contiano: porta la croce e segna, usa la sciabola, ma anche il fioretto. Nel primo tempo ha dialogato alla grande con i compagni e ha creato pericoli in serie con sponde e "filtranti"; nella ripresa si è messo in proprio e ha deciso il match con una doppietta. Mercoledì dovrà completare l'opera battendo di nuovo quello Shakhtar al quale non ha segnato all'andata, ma che ha demolito nella semifinale di Europa League dello scorso 17 agosto. Anche quella era una gara da dentro o fuori. E l'Inter non ha sbagliato. Ad Appiano Gentile non hanno paura dei... biscotti e vogliono solo vincere. Come dice il condottiero: "Non ci arrendiamo". Se è davvero nata l'Inter che Conte ha in testa, lo capiremo presto.

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