Inter, mille dubbi: la difesa è sparita

In 7 giornate i nerazzurri hanno incassato 11 reti: riflessioni sulle motivazioni e sulla preparazione
Inter, mille dubbi: la difesa è sparita© Inter via Getty Images
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Andrea Ramazzotti

UDINE - Nessun esonero. Nessuna panchina "traballante". Subito dopo la sconfitta contro l'Udinese il messaggio arrivato dai dirigenti nerazzurri presenti alla Dacia Arena è stato chiaro: Simone Inzaghi non è in bilico. E, hanno assicurato, non lo sarà neppure nei prossimi giorni. Il tecnico di Piacenza gode ancora della fiducia della società, che a giugno gli ha rinnovato il contratto fino al 2024, ma adesso il presidente Zhang e i suoi manager si aspettano che l'allenatore dia una svolta alla stagione. Dopo la sosta, per il match casalingo di sabato 1 ottobre contro la Roma, tornerà disponibile Romelu Lukaku, che tanto è mancato, ma da solo il recupero del belga non basterà perché i problemi da risolvere sono tanti.

Sicurezza e gol subiti

Inzaghi ieri ha negato che lo scudetto perso la scorsa stagione abbia lasciato il segno, ma il gruppo non ha più la sicurezza mostrata fino a gennaio e da metà marzo in poi. L'Inter finora ha battuto 4 avversarie nettamente più deboli (il Lecce, peraltro all'ultimo secondo del recupero, lo Spezia, la Cremonese e il Viktoria Plzen) più il Torino, fatto di un'altra pasta rispetto alle 4, ma comunque più debole dei nerazzurri. Appena il livello si alza, Handanovic e compagni crollano: ko contro la Lazio (3-1), il Milan (3-2), il Bayern Monaco (2-0) e l'Udinese (3-1). Troppi i gol subiti: già 11 in 7 giornate di A. Solo Verona, Monza, Cremonese e Sampdoria hanno fatto peggio. La squadra si allunga spesso, subisce molte ripartenze e i singoli commettono errori clamorosi. Il bel gioco che ha contraddistinto la prima stagione di Inzaghi è sparito e trovare la via del gol è più complicato: basterà il ritorno di Lukaku per sistemare la mira?

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Preparazione e...sassi

L'Inter non ha un problema di infortuni come la Juventus (sono finiti ko "solo" Lukaku, Gosens, Calhanoglu e Mkhitaryan), ma la condizione fisica della squadra non convince: diversi elementi non sono al top e la sensazione è che tutto non sia andato nel verso giusto quanto a carichi di lavoro durante la preparazione. Correre ai ripari adesso è impossibile perché dopo la sosta si giocherà ogni tre giorni. Attenzione però a possibili novità nei prossimi mesi o in vista del 2023-24: Marotta stima molto Roberto Sassi, con il quale per anni ha lavorato alla Juventus (era responsabile prima del “Training Check” e poi della “Sport Science”). Potrebbe ricoprire un ruolo di supervisore della preparazione atletica nerazzurra.

La testa e i leader

Alle difficoltà di condizione si aggiunge quella dell'assenza di leader: l'Inter non ha un Maldini o un Chiellini, un elemento capace di scuotere lo spogliatoio e di trascinare il gruppo. Alle prime difficoltà, la squadra si squaglia e, appena subisce il pareggio, affonda. In più qualcuno si è "imborghesito" complice la vittoria dello scudetto, di altri trofei e le convocazioni in nazionale: il problema è stato sottolineato nel confronto post Bayern con la dirigenza che si aspetta un altro rendimento e altri atteggiamenti in particolare da Barella e Bastoni, spesso troppo nervosi e polemici.

Mercato non va

Sulla carta i sei innesti estivi (Lukaku, Asllani, Bellanova, Onana, Mkhitaryan e Acerbi) dovevano rendere la squadra più forte, ma in realtà l'unico big partito (Perisic) l'ha indebolita perché non c'è più chi salta l'uomo. I conti non sono stati sistemati come voleva Zhang perché non sono stati sacrificati Skriniar e Dumfries, eppure la rosa non trasmette più certezze. Qualcuno forse sta già pensando al Mondiale. Di certo a centrocampo manca un elemento che abbia centimetri e qualità, Calhanoglu e Mikhitaryan stanno deludendo, Gosens non è ancora uscito dal tunnel, Skriniar è distratto dal mercato ed i giovani Asslani e Bellanova non si sono ancora visti. E le sconfitte in A sono 3 in 7 giornate: l’ultima volta era accaduto nel 2011-12...


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