Inter, Dzeko o Lautaro: chi gioca con il Barça

Inzaghi studia nuove idee tattiche per la Champions: potrebbe partire con una sola punta. Favorito l’argentino per attaccare la profondità
Pietro Guadagno
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MILANO - Ci risiamo, si è spento Lautaro. Con quella contro il Sassuolo, sono diventate 8 le gare senza gol del “Toro”, la cui ultima prodezza risale al 3-0 con la Cremonese dello scorso 30 agosto. L’argentino è vicino al suo record negativo, ovvero le 10 partite a secco, toccato all’inizio di quest’anno, dal rigore in Supercoppa con la Juventus, il 12 gennaio, alla tripletta con la Salernitana, il 4 marzo. Peraltro, nella stagione dello scudetto infilò altri 8 match di astinenza. Insomma, la sua è una (brutta) abitudine, che gli crea nervosismo e frustrazione, come si è notato sabato pomeriggio a Reggio Emilia quando ha mancato un paio di comode occasioni.

Lautaro a secco: l'astinenza che preoccupa l'Inter, da 8 gare è a digiuno

Speranze quasi a zero

Probabilmente, la continuità in zona-gol è l’ultimo step che resta da compiere a Lautaro per entrare nel novero dei migliori attaccanti in assoluto. In questi casi, la ricetta è insistere, perché un gol cambia e cancella tutto. Anzi, talvolta innesca pure una serie di prodezze consecutive. Il primo ad augurarselo è Inzaghi, che del “Toro” non può proprio fare a meno, avendo l’attacco ridotto all’osso. A meno di sorprese dell’ultimo minuto, infatti, Lukaku né Correa si imbarcheranno martedì sul volo che trasporterà la comitiva nerazzurra a Barcellona. Per entrambi, si ragiona in prospettiva Salernitana.

Un centrocampista in più?

La contingenza, semmai, potrebbe spingere Inzaghi ad una soluzione differente al Camp Nou: puntare su una sola punta di ruolo, a cui piazzare alle spalle Mkhitaryan, il più duttile e potenzialmente più offensivo tra i centrocampisti, aggiungendo un uomo in più in mezzo al campo. Al momento si tratta soltanto di un’idea. I prossimi allenamenti, quello di oggi e la rifinitura di martedì, serviranno per valutarla ed eventualmente prepararla al meglio.

Alternativa in panchina

Peraltro, adottare questa soluzione servirebbe ad Inzaghi per avere in panchina un attaccante da giocarsi a partita in corso, sia nel caso l’Inter finisse sotto nel punteggio sia per dare fiato a chi partirà dall’inizio. Già, ma nel caso chi sarebbe il titolare? Con ogni probabilità Lautaro, che garantisce più profondità rispetto a Dzeko: caratteristica fondamentale per sfruttare le ripartenze come a San Siro. Al Nou Camp, inoltre, il “Toro” ha segnato il suo primo in assoluto in Champions e allora potrebbe essere il palcoscenico giusto per ripetersi e quindi sbloccarsi.

Capocannoniere di scorta

Ad ogni modo, Inzaghi non si sogna nemmeno di mettere in discussione Dzeko, anzi. Da bomber di scorta, è diventato il capocannoniere della squadra con 4 centri. Ed è anche l’unico attaccante capace di andare a segno da 40 giorni a questa parte, ovvero dall’ultima rete di Lautaro. Elementi come l’ex-Roma sono la fortuna degli allenatori anche a 36 anni e anche da rincalzi. Seppure per Dzeko sia la prima volta da quando è in Italia. Il suo contratto scadrà a giugno e ha tutte le intenzioni di togliersi qualche ultima soddisfazione in nerazzurro. Ovviamente, aggiungendo qualche altro sigillo alla sua enorme collezione, che comprende, naturalmente, i 101 gol appena raggiunti in serie A.


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