Inter, Sucic il tuttofare: è lui l’erede di Mkhitaryan© Inter via Getty Images

Inter, Sucic il tuttofare: è lui l’erede di Mkhitaryan

Il croato si sta facendo largo nella formazione di Chivu: nel match con il Sassuolo sono arrivate conferme
Daniele Vitiello
3 min

MILANO - I novanta minuti giocati da Petar Sucic in Inter-Sassuolo hanno provocato un lungo sospiro di sollievo. Il croato è tornato a brillare, sulla falsariga di quanto mostrato in precampionato e con il Torino, cancellando di fatto la brutta prestazione in cui era incappato nella gara contro l’Udinese. Ha messo qualità al servizio dei compagni, abbinando scelte lucide a una pulizia tecnica notevole: un elemento così è un privilegio per qualsiasi allenatore, in grado di incidere in diverse maniere sulla costruzione dell’azione e sulla fase di non possesso. Chivu lo ha coccolato nel post partita, rinfrancato da un aspetto più di altri: l’ex Dinamo Zagabria ha dimostrato di potersi esprimere su livelli importanti anche da interno sinistro. 

Le qualità di Sucic

Nella prima sconfitta stagionale al Meazza, più che per la bocciatura in sé, aveva destato qualche timore proprio il fatto che dirottato su quel lato avesse perso certezze e riferimenti. Quanto visto domenica, in attesa di ulteriori conferme, sembra aver spazzato via questo tipo di dubbio. Ed è un’indicazione importante per l’allenatore nerazzurro. Ora si potrà insistere sempre di più sull’intesa con Calhanoglu e Barella, senza dover immaginare uno spostamento del suo numero 23. Sucic può essere in tutto e per tutto l’erede di Mkhitaryan: interpreta il ruolo con la stessa intelligenza e qualità. Possiede, inoltre, un senso della posizione imprescindibile in una catena che altrimenti rischierebbe di sbilanciarsi con le incursioni di Bastoni e Dimarco. Proprio quello che serviva all’Inter, dunque, in modo da non alterare gli equilibri in mediana, cosa che fino a questo momento non ha garantito a esempio Frattesi: l’ex Sassuolo, per una questione squisitamente tattica, si è dimostrato alternativo a Barella e non complementare, nonostante l’auspicio al suo arrivo fosse diverso. 

L'aspetto su cui migliorare

C’è ancora un aspetto in cui però Sucic può garantire un apporto migliore. Lo ha sottolineato proprio Cristian Chivu nella conferenza stampa al triplice fischio: "Deve mettere anche un po’ di forza nei duelli. È un po’ leggerino ma ha qualità e l’ha fatto vedere", ha detto il tecnico rumeno. Questa considerazione lo ha portato a preferire l’ex Cagliari al croato nel ruolo di play quando è mancato Calhanoglu. Il prossimo step da aggredire è chiaro: aumentare la dose di agonismo per renderlo definitivamente il tuttofare imprescindibile nella mediana nerazzurra. I presupposti ci sono tutti, a maggior ragione dopo il sospiro di sollievo tirato domenica sera: per vederlo in campo sempre più spesso non sarà necessario rinunciare a Barella, né di depotenziarlo spostandolo a sinistra. 


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