Chivu Campione d'Italia, c'è una parola che racchiude il senso della sua impresa all'Inter

Vincere lo Scudetto al debutto sulla panchina nerazzurra, l'ultimo a riuscirci era stato Mourinho. A fare la differenza è stata l'identità
Ettore Intorcia
4 min

Campione d'Italia al debutto sulla panchina nerazzurra, l’ultimo a riuscirci era stato José Mourinho. A Cristian Chivu non piacciono i titoli né le etichette, ma c'è un solo modo per riassumere il senso di tutto questo, un eroe del Triplete che guida i reduci della seconda stella allo scudetto numero 21: identità. Per l'Inter è una vittoria che dà un senso profondo e inedito al concetto di sostenibilità: nella cantera il club nerazzurro non ha solo coltivato il talento e l'istinto del gol di Pio Esposito ma ha anche cresciuto in casa il tecnico del domani, che è già oggi. Chivu ha iniziato ad allenare nel vivaio dell'Inter, è tornato a casa dopo aver fatto pochi mesi di Erasmus a Parma, una salvezza miracolosa centrata con appena 13 partite a disposizione. E da tecnico dell'Inter dei grandi ha raccolto i frutti del lavoro svolto nel settore giovanile dove ha cresciuto il bomber Pio e tutti gli altri giovani che galleggiano tra la prima squadra e l'Under 23. O quelli che stanno per tornare alla base come Stankovic. 

La cavalcata di Chivu all'Inter

Idee chiare, visione lucida: Chivu psicologo e stratega a seconda del momento. Ha ereditato una squadra travolta dal Psg a Monaco, ha sfruttato il Mondiale per Club negli States come pre-ritiro per rompere il ghiaccio e voltare subito pagina dopo la stagione chiusa con zero titoli. Nessuna rivoluzione, ha aggiunto qualcosa di suo gradualmente senza strappi rispetto al ciclo Inzaghi: recupero palla più aggressivo e difesa più alta i tratti caratteristici, senza dimenticare il lavoro di rigenerazione dei singoli (Zielinski su tutti) o il lavoro fatto su Diouf per fabbricarsi in casa un esterno in più quando Dumfries era fuori. Chivu ha tenuto la barra dritta nei giorni di burrasca e ha saputo reggere l'onda anomala del doppio ko arrivato in campionato contro Udinese e Juve. Alla terza giornata appena 3 punti e già 6 lunghezze di distacco dalla vetta. Attenzione, perché quello è stato il massimo gap accumulato dall'Inter fin quando non si è ripresa la vetta della classifica.  È successo la prima volta all'11ª giornata dopo il 2-0 alla Lazio (agganciando la Roma al primo posto), è successo la seconda e ultima volta alla 15ª dopo aver vinto in casa del Genoa per 2-1. A quel punto sono arrivate 14 vittorie (due serie da 7) intervallate dal pareggio nello scontro diretto a San Siro contro il Napoli (2-2).

La svolta della stagione

C'è stato un secondo momento complicato, coinciso paradossalmente con l'eliminazione dalla Champions per mano del Bodø: insieme al contraccolpo psicologico, il danno di aver perso a lungo Lautaro. La seconda sconfitta nel derby, i pari contro Atalanta e Fiorentina: giochi scudetto riaperti? All'orizzonte due grandi ostacoli, la Roma di Gasp (travolta 5-2 dopo la sosta per le nazionali) e il Como di Fabregas, ribaltato 4-3 con una clamorosa rimonta firmata Thuram e Dumfries. Il count down scudetto è iniziato quella sera.

I precedenti

Chivu è il quinto allenatore a vincere lo scudetto al debutto sulla panchina dell’Inter: c’erano riusciti prima di lui Arpad Weisz nel 1929-30, Alfredo Foni nel 1952-53, Giovanni Invernizzi nel 1970-71 (subentrato in panchina a novembre) e appunto José Mourinho nel 2008-09. Chivu è solo il secondo allenatore nella storia dell’Inter a vincere lo scudetto da allenatore dopo averlo conquistato da giocatore (tre consecutivi dal 2008 al 2010): eguagliato Armando Castellazzi, tecnico dell’Inter campione d’Italia 1937-38, già tricolore nel 1929-30, nella già citata stagione d’esordio di Arpad Weisz. 


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