Marotta e il retroscena di mercato: "Prima di Inzaghi mi ero visto con Allegri"

Il presidente nerazzurro racconta tutto: dalla scelta del tecnico campione d'Italia all'affare CR7 fino a Paratici, Bastoni e alla Nazionale
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Giuseppe Marotta si gode i successi suoi e dell'Inter. C'è grande merito, come negli anni passati, dell'attuale presidente nerazzurro per la vittoria del campionato e della Coppa Italia contro la Lazio. In primis, per la scelta di Chivu come allenatore, lanciato tra i "grandi" dopo la prima esperienza al Parma in Serie A e diventato nell'arco di una stagione protagonista indiscusso della cavalcata dell'Inter fino alla conquista del "doblete". Di questo e di tanto altro proprio Marotta ne ha parlato nella nuova puntata di Giorgia’s Secret, il format originale disponibile su Dazn ideato e condotto da Giorgia Rossi che porta i protagonisti del calcio nel salotto dei tifosi per raccontarne il lato più umano. In un estratto dell'intervista, il numero nerazzurro spiega la dedizione e le rinunce fatte per arrivare dove è oggi: "Ho sacrificato gli affetti. Per vincere bisogna curare i particolari".

Marotta: "Prima di Inzaghi mi ero visto con Allegri"

Durante la sua chiacchierata con Dazn, condotta nell’ormai noto tunnel, studio del format, Marotta rivela come è nata l'idea Chivu e racconta un retroscena su Allegri: "Non nascondo che ci siamo visti con Allegri prima di scegliere Inzaghi". Sulla Champions League invece: "Quattro finali, purtroppo vittorie zero, ma la Champions è qualcosa di straordinario. Vogliamo continuare a sognarla. La gioia dura un attimo, abbiamo già ripreso a pianificare e lavorare ai prossimi step", ha sottolineato.

CR7, Paratici, Bastoni e la Nazionale

Sull’arrivo di CR7 alla Juve nell'estate del 2018, quando Marotta era ancora un dirigente bianconero, il presidente dell'Inter ricorda: "Ritenevo che Cristiano Ronaldo fosse un’operazione troppo grande per noi". Sul rapporto con Paratici: "Deve molto a me. Quando l’ho preso come osservatore era un giocatore del Brindisi". Infine su Bastoni e sulla Nazionale: "Bastoni ha commesso un errore, ma il linciaggio è stato osceno. È autolesionismo contro un patrimonio del calcio italiano. Vedo il suo futuro all’Inter. Per la Nazionale servono minimo quattro o cinque anni per rimetterla in sesto".

 


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