Chivu: "L'Inter ti rimane dentro per sempre. Bastoni? Gogna mediatica mai vista"

L'allenatore nerazzurro si confessa a conclusione di una stagione trionfale: "È stato bello e stressante..."
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MILANO - Reduce da una stagione straordinaria, con la vittoria di scudetto e Coppa Italia sulla panchina dell'Inter, Cristian Chivu si è confessato con Dazn, nell'intervista 'La migliore versione di noi': "L'Inter ti rimane dentro per sempre - le parole dell'allenatore rumeno - ho grande riconoscenza per tutte le squadre in cui sono stato, ma il periodo all'Inter è la parte più bella della mia carriera. Ho conosciuto mia moglie e a Milano sono nate le mie figlie. È bello, ma anche stressante avere la responsabilità di allenare la squadra del tuo cuore. Avevo vinto da giocatore, ma vincere da allenatore è ancora più bello". Sul primo incontro con la squadra nerazzurra, poco dopo la finale di Champions persa malamente con il Psg, dice: "Non è stato semplice perché ti trovi ad una settimana da una grande delusione e arrivare e trasmettere qualcosa è complicato. Dal primo giorno ho detto che ho bisogno di giocatori che vogliono essere allenati. Non ho mai avuto la sensazione di un gruppo finito perché ho apprezzato il percorso dell'anno precedente e il coraggio di provare a vincere tutti i trofei".

La difesa di Bastoni

Chivu racconta un dietro le quinte non semplice: "Durante la stagione non ho avuto modo di riposarmi. È il problema di quando entri nel giro di una partita ogni 3 giorni. Una sera mi sono addormentato guardando una partita, mia figlia ha bussato la porta ed è entrata in camera. Mi sono spaventato perché pensavo di essere in un albergo con la squadra e di essere in ritardo per una riunione". Sulla vicenda che ha riguardato Bastoni, finito nella bufera per una simulazione contro la Juventus, dice: "Ho dovuto scegliere e l'ho difeso. Ero arrabbiato perché il mio giocatore veniva messo in piazza e questo è continuato per mesi. Bastoni ha una sensibilità e intelligenza a parte e ha dovuto subire una gogna mediatica mai vista. Ha avuto anche l'infortunio, ma ha sempre messo la faccia. Il gruppo Inter e il gruppo Nazionale hanno apprezzato la sua disponibilità: è andato in Nazionale con le stampelle".

La diffidenza per aver tolto i ritiri

Chivu è stato capace di adeguarsi alle novità: "I sei anni nel settore giovanile sono serviti a capire che i discorsi motivazionali di una volta non funzionano più. Bisogna adattarsi alla nuova generazione che ha una capacità di switchare in 5 minuti dal telefono alla concentrazione prepartita. Quando ho deciso di togliere il ritiro pre-gara, all'inizio ho visto un po' di diffidenza da parte di alcuni giocatori. Poi pian piano è diventata abitudine". Sul futuro all’Inter infine spiega: "Non ho mai avuto la percezione di un ciclo finito. Adesso si parla già di Champions, di triplete... Ci vuole calma, non dobbiamo avere ossessioni".


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