Tra Allegri e la Juve serve lo spareggio

Agnelli ha fiducia nel tecnico. Da chiarire il rapporto con la dirigenza. Due vertici (ieri anche Paratici e Nedved al tavolo) non hanno sciolto i nodi. Oggi altro incontro
© ANSA
Andrea Ramazzotti

TORINO - A differenza del titolo del suo libro («E’ molto semplice»), la permanenza di Massimiliano Allegri sulla panchina della Juventus non è molto semplice. Perché, se dopo due incontri con la dirigenza la decisione definitiva è stata rinviata a un terzo summit che si svolgerà oggi dopo l’allenamento mattutino, vuol dire che le differenze da sistemare erano e sono profonde. Il faccia a faccia di mercoledì sera tra il tecnico livornese e Agnelli, un incontro che è stato a lungo tenuto avvolto dalla nebbia del dubbio dal club (la dirigenza lo ha “sdoganato” definitivamente solo ieri mattina, peraltro senza dare troppi particolari né sui contenuti né sul luogo dove si è consumato), non ha portato alla pace totale perché la proprietà ha capito che tra gli argomenti sul tavolo, oltre al rinnovo del contratto e al mercato, c’è anche il rapporto tra la sua dirigenza (Paratici e Nedved) e Max. Ecco perché ieri nella sede della Continassa è andato in scena il primo dei due vertici “allargati” ovvero con il presidente, l’allenatore, il ds e il vicepresidente seduti allo stesso tavolo. Negli uffici accanto allo stadio c’era anche il braccio destro di Paratici, Cherubini, ma la riunione è stata a quattro. Voci non confermate su un colloquio mattutino tra Agnelli e capitan Chiellini per conoscere il punto di vista della squadra.

Allegri lascia la Continassa dopo il vertice con Agnelli
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Allegri lascia la Continassa dopo il vertice con Agnelli

FUMATA GRIGIA - Mercoledì nella tarda mattinata Allegri si è presentato alla Continassa senza appuntamenti fissati: il tecnico è stato raggiunto dalla “convocazione” di Agnelli solo nel pomeriggio, al termine dell’allenamento. Il presidente sentiva la necessità di capire sia se Max aveva dentro le motivazioni per iniziare una nuova stagione sulla panchina della Juve sia di che natura fossero le sue perplessità. E, come già successo in passato, voleva farlo di persona, senza intermediari. Nel summit, durato tra una portata e l’altra due ore e mezzo, il numero uno bianconero ha parlato molto facendogli capire che lo stima e manifestandogli fiducia. Sentimenti che Allegri ha apprezzato, ma che non bastano per andare avanti insieme. 

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