La Juventus non è ancora perfetta

Dopo la bella prova contro il Cagliari, in Champions passi indietro sotto il profilo del gioco e vittoria con il brivido nel recupero. Ronaldo è il solito fenomeno e Morata ha una continuità realizzativa impressionante, ma preoccupano un Dybala assai indietro, un McKennie spaesato a dentra a centrocampo e i tanti infortuni in difesa.
La Juventus non è ancora perfetta© LAPRESSE
Andrea Ramazzotti

INVIATO A TORINO - Non è ancora una Juventus perfetta, per intenderci la Juve che Pirlo ha in mente. Al di là della vittoria contro il Ferencvaros e della qualificazione matematica agli ottavi con due giorni d'anticipo, il tecnico bresciano non può essere soddisfatto. Sotto il profilo del gioco, rispetto al 2-0 di sabato contro il Cagliari, la sua formazione ha fatto evidenti passi indietro; ha inoltre sbagliato l'approccio al match e, andando sotto nel punteggio, ha rischiando di non conquistare i tre punti. Nel processo di crescita di una formazione che ha cambiato l'allenatore e ha inserito diversi giocatori importanti, sia giovani (Chiesa, McKennie, Arthur e Kulusevski) sia meno (Morata), qualche prestazione non brillante ci sta e va messa in preventivo, ma è giusto sottolineare che senza una certa continuità di rendimento e di risultati la "patente" di grande squadra non arriva. D'accordo, ieri i bianconeri hanno vinto la seconda partita di fila dimostrando che la pausa per le nazionali non ha lasciato le temute scorie, ma di problemi da risolvere ne hanno.

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COSA VA - Contro gli ungheresi hanno brillato i singoli, a partire da Cristiano Ronaldo che ha firmato l'1-1. E' stato il suo gol numero 749 tra i professionisti. Il portoghese è la consueta certezza, un campione capace di cambiare il volto della squadra e di tirarla su nei momenti di difficoltà. Molto bene anche Morata, alla quinta rete in 4 gare di Champions in questa stagione. Era arrivato in prestito (10 milioni) con diritto di riscatto (45 milioni) e pareva essere una seconda scelta visto il corteggiamento estivo a Dzeko e a Suarez. In realtà lo spagnolo si sta ritagliando un ruolo di primo piano e sta spingendo sempre più in panchina Dybala. Ieri Alvaro è inizialmente andato a sedersi vicino a Pirlo, ma è stato necessario il suo ingresso per risolvere il rebus Ferencvaros con una zuccata al secondo minuto di recupero su cross di Cuadrado. Difficile in questo momento fare a meno dell'ex Atletico.

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COSA NON VA - Iniziamo da Dybala che non è ancora il calciatore decisivo che gli amanti del calcio, e in particolare i tifosi della Signora, conoscono. Paulo stenta a ritrovare la migliore condizione, ad accendersi con continuità durante la gara. E' un "vorrei, ma non posso" che in questo momento una Juventus ancora alla ricerca di certezze non può permettersi. Non è una bocciatura definitiva: l'argentino è solo... rimandato. Dovrà verosimilmente accontentarsi di qualche minuto in campionato, mentre in Champions, nel match (non fondamentale) contro la Dinamo Kiev in programma tra una settimana, sarà titolare. La ricerca della migliore Joya continua. McKennie nel ruolo di esterno destro nel centrocampo a quattro stavolta è parso un pesce fuor d'acqua; male anche Chiesa e Kulusevski, sostituzioni dalle quali Pirlo si aspettava assai di più. Chiusura con la difesa che ha subito un altro gol: il ritorno su ottimi livelli di De Ligt è sicuramente una gran bella notizia, ma i centrali fuori combattimento sono tre (Chiellini, Bonucci e Demiral). Troppi nel mese che porterà a Natale visto che sono in calendario altre 8 gare. Pirlo deve sperare che Leo e il turco accorcino i tempi di recupero perché due marcatori come loro servono per ruotare gli uomini.

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