Juve, serve il muro anche senza la BBC

Dopo la sosta nel segno della solidità. Allegri avanti con la difesa a tre: Bonucci e anche Bremer sono già abituati
Juve, serve il muro anche senza la BBC© Juventus FC via Getty Images
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Filippo Bonsignore
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TORINO - Max rialza il muro. La crisi rende necessario affidarsi alle vecchie certezze, alle buone abitudini che danno sicurezza e che non passano mai di moda. Anzi, ciclicamente ritornano e fanno da salvagente. E allora, avanti con la difesa a tre, il marchio di fabbrica che ha avviato il ciclo dei nove scudetti consecutivi. La Juve torna all’antico per aggiustare il presente e guadagnarsi un futuro migliore. Allegri non ama categorizzare in numeri e moduli le sue scelte, sostenendo che conta l’interpretazione nella fase offensiva e di non possesso e come ci si adatta in funzione delle caratteristiche dell’avversario. Ora però c’è una necessità imprescindibile, quella di ritrovare il passo giusto, smarrito in un declino progressivo che ha raggiunto il punto più basso a Monza, con il crollo prima della sosta. Tradotto: servono risultati, e subito, da domani sera con il Bologna. I bonus sono (da tempo, ormai) esauriti e non si può più sbagliare. Un imperativo da coniugare anche con la modifica delle idee d’estate, che prevedevano una squadra basata sulle ali e sul tridente per esaltare Vlahovic. Il campo ha detto finora che Dusan non è stato sfruttato a dovere e ha mostrato lacune diffuse, tra gioco e atteggiamento, cui bisogna aggiungere i tanti infortuni che hanno pesato non poco. L’assenza di Di Maria (prima per problemi fisici e adesso per squalifica) e l’esplosione di Milik hanno fatto il resto, tanto che Arek è diventato la spalla fondamentale e, a questo punto, imprescindibile per DV9. Via libera, dunque, ai due attaccanti e al 3-5-2.

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Juve, solidità

È una questione di solidità complessiva, non una semplice scelta per blindarsi. Perchè, numeri alla mano, in campionato la difesa juventina è la seconda della serie A, con 5 reti al passivo in 7 giornate (dietro l’Atalanta con 3), la metà di quelle subìte alla stessa epoca della scorsa stagione. Eppure il trend dell’ultimo periodo è stato allarmante, perché ha evidenziato i primi sinistri scricchiolii. Allarghiamo il discorso alla Champions League e notiamo infatti che la Juve ha subìto un solo gol nelle prime quattro gare ma addirittura 8 nelle successive cinque. Urge rimedio, insomma, e la strada che Allegri appare intenzionato a percorrere è appunto quella della difesa a tre. Alla ricerca della solidità, quindi, aspetto che si era perso recentemente, tra assenze ed energie mancanti, specie in un passaggio delicato come il ritorno dalla sosta, dopo che quasi tutta la squadra è stata in giro per il mondo con le varie Nazionali. Meglio affidarsi alla soluzione che garantisce più sicurezza.

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Difesa Juve, i vantaggi

I tempi di Barzagli-Bonucci-Chiellini sono ormai tramontati. Della famosa BBC, architrave dei nove anni tricolori, è rimasto soltanto Bonucci ed è proprio il capitano il primo beneficiario del ritorno all’antico. Da regista difensivo si trova a meraviglia, difende e guida l’avvio della manovra, impostando nel breve o con il suo lancio lungo sovente prezioso, come ha dimostrato anche in Nazionale, da cui è tornato rigenerato. Ma pure Bremer, sul centrodestra, ne trae vantaggio se non altro per l’abitudine a questo sistema di gioco. A completare il terzetto ci sarà, sul centrosinistra, Danilo, che sta vivendo una seconda giovinezza da difensore centrale. Senza dimenticare Gatti e Rugani, che sono i primi cambi, e lo stesso Alex Sandro che può essere impiegato come centrale di sinistra. Max rialza il muro per rialzare la Juve.


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