Caso Juve, Borsa flop e dicembre sarà bollente

Ieri il titolo ha perso ancora (-3,52%), prima del 27 (ci sarà l’assemblea azionisti) alcuni passaggi chiave in Procura
Caso Juve, Borsa flop e dicembre sarà bollente© ANSA
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Nicola Balice

Quante date cerchiare in rosso nel calendario della Juve. C'è il 27 dicembre, giorno dell'assemblea degli azionisti che dovrà approvare il bilancio più complicato, sicuramente dell'era Andrea Agnelli e forse di sempre: le manovre stipendi e i rapporti con altri club hanno generato i rilievi nella revisione di Deloitte, il Collegio Sindacale ha pure riaperto il file Cristiano Ronaldo, la Juventus dal canto suo ha prontamente comunicato di non condividere quegli stessi rilievi pur continuando a collaborare con le autorità di controllo. Il 18 gennaio poi si terrà un'altra assemblea degli azionisti, quella chiamata a nominare il nuovo consiglio di amministrazione e il presidente Gianluca Ferrero. Prima, entro il 19 dicembre, è attesa invece la decisione della Procura generale di Cassazione riguardo l'istanza presentata dai legali della Juve per spostare la competenza dalla Procura di Torino a quella di Milano (o in alternativa a Roma): questo perché tra i principali reati contestati (in questo caso false comunicazioni sociali, manipolazioni del mercato e aggiottaggio) si sarebbero consumati a Milano dove ha sede la Borsa e non a Torino. Un passaggio chiave, da questa decisione poi dipenderà anche la data per l'udienza preliminare in cui il Gup dovrà poi decidere chi dovrà andare a processo e per quali dei reati contestati dalla Procura di Torino (si potrebbe arrivare a febbraio). Il 21 dicembre è invece fissata l'udienza in camera di consiglio per la discussione dell’appello dei Pm avverso l’ordinanza del Gip, concernente la richiesta dei pm di sequestro preventivo di circa 437mila euro in seguito alla «contestazione per il presunto reato di dichiarazione fiscale fraudolenta avvalendosi di fatture emesse da agenti sportivi riferite in tutto e/o in parte ad operazioni inesistenti». Dopo le festività, infine, i pm di Torino dovrebbe inviare tutte le carte anche ad altre Procure per approfondire la posizione di altri club (Atalanta e Genoa, ma non solo). 

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Ronaldo (e Dybala) 

Continua a tenere banco in ogni caso la questione legata a Cristiano Ronaldo. Questo (anche) perché pure nella relazione del Collegio sindacale è stata attenzionata la situazione «invitando una opportuna riflessione alla luce della rilevanza della posta in gioco, pari a circa 20 milioni di euro». Se da un lato il confronto con il management e i revisori non lasciasse emergere «conferme a supporto delle ipotesi investigative», dall'altro solo a ridosso della consegna della relazione i sindaci avevano saputo che «Cristiano Ronaldo, a mezzo di un proprio difensore, risulta avere depositato in sede penale un’istanza di accesso agli atti, nella quale rivendica la propria qualità di creditore». La stessa richiesta degli atti da parte dei legali di Ronaldo è stata in ogni caso respinta già all'epoca (inizio luglio) dalla Procura di Torino, essendo stata rilevata come «generica e con elementi contrastanti»: i pm ritengono che proprio Ronaldo conosca benissimo la sua posizione creditoria e che, soprattutto, sia in possesso della famosa carta, auspicando un primo incontro diretto con il fuoriclasse portoghese dopo quello del tutto elusivo avuto con i suoi legali. A proposito di debiti, nell'ultima versione del bilancio proposto dalla Juve figura anche un fondo rischi da 5 milioni accantonato: secondo le ipotesi dei pm potrebbe essere riferito a un debito con un altro club (l'Atalanta) oppure a un pregresso con Paulo Dybala

Il titolo a picco

Intanto Piazza Affari continua a reagire negativamente al momento della Juve. In Borsa il titolo del club bianconero ha registrato un altro segno meno, del 3,52%, continuando a scavare e chiudendo a 0,25 centesimi, il punto più basso da inizio 2017. Da quel momento era iniziata una parabola crescente che nel tempo, aveva raggiunto anche il valore di 1,2596 euro (15 aprile 2019, vigilia dei quarti di Champions): in due anni e mezzo è stato quindi bruciato circa l'80% del valore in Borsa.


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