Juve, il futuro di Allegri tra Arabia e Premier League

L’oro dei sauditi, il fascino del campionato inglese. In A tre panchine possono liberarsi
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Giorgio Marota

Tentazioni arabe, sirene inglesi e suggestioni italiane. Il futuro di Massimiliano Allegri, che sta valutando di lasciare la panchina della Juve a fine stagione, potrebbe svilupparsi su queste tre vie, mentre sulla strada di casa giusto ieri ha provato a farsi trovare Francesco Calvo, Chief Football Officer della Juve, il dirigente che a inizio novembre incontrò Conte a Vinovo (Antonio visitò il centro per una rimpatriata con l’ex compagno Montero): «Allegri? È il migliore allenatore che la Juventus possa avere in questo momento», ha ammesso. E su questo - cioè sull’esigenza di averlo al timone di una squadra che stravede per il suo carisma, così da centrare almeno la Champions - sembrano tutti d’accordo. Ma il futuro?

In Arabia tre panchine pronte a liberarsi

Se decidesse di lasciare la Continassa un anno prima della scadenza del contratto, dai sauditi Max riceverebbe l’ormai consueta valanga d’oro e salirebbe sul podio dei tecnici più pagati al mondo insieme a Simeone e all’altro italiano già approdato in Arabia, il ct Mancini. Ma nel deserto ormai solo apparente di un Paese che sta vedendo fiorire i propri investimenti sul turismo e sulla sport industry, diversificando la propria economia per sradicare la dipendenza dal petrolio, c’è anche la motivazione di volersi confrontare con quello che gli esperti ritengono possa diventare un campionato da top 5 mondiale in un paio d’anni. È una sfida complessa, però affascinante. In estate potrebbero liberarsi tre panchine: quelle delle due squadre di Gedda, l’Al-Ahli di Firmino e Mahrez (ora c’è seduto il tedesco Jaissle) e l’Al-Ittihad di Benzema e Kanté (dove è già subentrato Gallardo), entrambe molto distanti dalla vetta della Saudi Pro League, e quella dell’Al-Nassr di Riyadh, dove gioca l’amato Ronaldo e dove lavora come Ceo l’ex ad della Roma, Fienga.

Chelsea e United in Premier

Restando all’Europa, c’è l’opzione Inghilterra. Pochettino al Chelsea sta andando male (è 10°), mentre Ten Hag continua a zoppicare con il Manchester United (6°). A detta di molti, il grande salto oltremanica completerebbe la già ricca carriera del toscano, dandole una dimensione ancora più internazionale. Negli ultimi tempi, tra l’altro, l’inglese di Max pare sia migliorato sensibilmente... E in Italia? Anche qui bisognerà seguire l’andamento della stagione per comprendere scenari e possibilità. Comunque, le tre big che il primo luglio potrebbero trovarsi senza un allenatore sono quelle di Roma (Mou è a scadenza), Milan (Pioli è in bilico) e Napoli (Mazzarri ha firmato un contratto fino a giugno). Ma in 7 mesi può cambiare tutto, anche i pensieri e le riflessioni allegriane che in questi giorni profumano più d’addio che di permanenza. L’alternativa c’è ed è un periodo di riposo. Per dirla con le stesse parole di Max, i calciatori e gli allenatori «sono come i cavalli... e dopo un po’ si mandano al prato».


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