Juve, Tudor si gioca tutto in sette giorni: ecco le partite che non può sbagliare

Alla ripresa, bianconeri attesi da una settimana di fuoco: l'allenatore croato cercherà la prima vittoria dopo cinque pareggi consecutivi
Andrea Losapio

Sette giorni per capire quale sarà la stagione della Juventus. Perché è in arrivo un ciclo di trasferte che potrebbe rappresentare la prova del nove, in un periodo dove arrivano solamente pareggi. Domenica sarà il turno del Como, attualmente a quota nove: trionfante con la Lazio, nel due a zero della prima giornata, quando Nico Paz aveva incantato il pubblico di casa, poi un'altra affermazione in trasferta a Firenze, in rimonta. L'argentino è il pericolo numero uno - tre reti e tre assist nei sette gol totali, rimasto a secco solo nell'invenzione di Perrone contro l'Atalanta - e le ambizioni dei biancoblù cozzano con la speranza di Igor Tudor di ritornare alla vittoria: dopo cinque pari consecutivi sembra quasi un dovere, più che un'opportunità. In seguito all'impegno in Lombardia ce ne sarà un altro, ben più gravoso, in terra spagnola. In Castilla, più precisamente, contro il club più titolato al Mondo: il Real Madrid non assomiglia a quello degli ultimi anni, ma farebbe paura anche senza Kylian Mbappé, apparso in forma scintillante fino all’infortunio contro l’Azerbaigian (caviglia) che al momento lo vede a rischio forfait. I Blancos hanno comunque raccolto nove vittorie e una sola defezione (contro l'Atletico Madrid nel derby, fragorosa nel 5-2 finale) candidandosi a un ruolo da protagonista anche sotto la nuova guida di Xabi Alonso. Nel trittico è quella più difficile in potenza e quindi, quasi paradossalmente, la più semplice da preparare e con meno aspettativa: una sconfitta verrebbe probabilmente valutata come fisiologica e non avrebbe grosse ripercussioni dal punto di vista mentale.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve, attesa Real

Ultima in ordine di tempo, ma non di importanza, la gara dell'Olimpico di Roma, affrontando l'ex di serata Maurizio Sarri. Il tecnico è in difficoltà dopo un'estate nell'impossibilità di fare mercato e con una rosa identica (se non impoverita) a quella della stagione scorsa. Vero è che i capitolini non hanno impegni infrasettimanali e possono concentrarsi solo sul campionato, ma sarebbe un trampolino di lancio troppo importante verso tre appuntamenti "morbidi" contro Udinese, Cremonese e Torino, più lo Sporting di Lisbona in Europa. Sorpassare indenne i prossimi sette giorni riveste quindi importanza capitale come buon viatico per il prosieguo, considerato che il prossimo big match sarà contro il Napoli il 7 di dicembre. La panchina del tecnico croato per ora non è in discussione - anche perché non ha ancora perso una partita delle prime otto - ma serve un cambio di marcia per dimenticarsi della pareggite già fatale a Thiago Motta e candidarsi alle prime posizioni, sia in classifica che nel maxi girone di Champions. Del resto gli obiettivi minimi sono sempre quelli: almeno quarto posto in classifica, più avanti possibile nelle coppe. Anche se non è detto che basti per una riconferma.

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Sette giorni per capire quale sarà la stagione della Juventus. Perché è in arrivo un ciclo di trasferte che potrebbe rappresentare la prova del nove, in un periodo dove arrivano solamente pareggi. Domenica sarà il turno del Como, attualmente a quota nove: trionfante con la Lazio, nel due a zero della prima giornata, quando Nico Paz aveva incantato il pubblico di casa, poi un'altra affermazione in trasferta a Firenze, in rimonta. L'argentino è il pericolo numero uno - tre reti e tre assist nei sette gol totali, rimasto a secco solo nell'invenzione di Perrone contro l'Atalanta - e le ambizioni dei biancoblù cozzano con la speranza di Igor Tudor di ritornare alla vittoria: dopo cinque pari consecutivi sembra quasi un dovere, più che un'opportunità. In seguito all'impegno in Lombardia ce ne sarà un altro, ben più gravoso, in terra spagnola. In Castilla, più precisamente, contro il club più titolato al Mondo: il Real Madrid non assomiglia a quello degli ultimi anni, ma farebbe paura anche senza Kylian Mbappé, apparso in forma scintillante fino all’infortunio contro l’Azerbaigian (caviglia) che al momento lo vede a rischio forfait. I Blancos hanno comunque raccolto nove vittorie e una sola defezione (contro l'Atletico Madrid nel derby, fragorosa nel 5-2 finale) candidandosi a un ruolo da protagonista anche sotto la nuova guida di Xabi Alonso. Nel trittico è quella più difficile in potenza e quindi, quasi paradossalmente, la più semplice da preparare e con meno aspettativa: una sconfitta verrebbe probabilmente valutata come fisiologica e non avrebbe grosse ripercussioni dal punto di vista mentale.


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