Tudor e la Juve, ora è crisi vera: va peggio di Thiago Motta. Non è a rischio ma Real Madrid e Lazio possono decidere tanto

La Juve interrompe la lunga serie di pareggi con la prima sconfitta: un punto in meno e classifica addirittura peggiore di un anno fa. Serve una svolta
Fabrizio Patania

Sprofondo Juve. Era meglio quando andava peggio. Un punto in meno dopo 7 giornate rispetto a Thiago Motta. Fermata Como San Giovanni, cartellino timbrato da Kempf e Nico Paz. Tudor ha finito di pareggiare perdendo l’imbattibilità stagionale, agganciato da Fabregas al sesto posto, a quota 12. La Signora in campionato non usciva sconfitta da aprile (0-1 a Parma), l’unico ko nel cammino accidentato verso la qualificazione Champions. Questa volta le prospettive sono diverse. L’ultimo successo risale al 13 settembre, 4-3 con l’Inter grazie al colpo di Adzic a tempo scaduto. La crisi è aperta. Ieri neppure un tiro nello specchio nei primi 45 minuti, quando i bianconeri hanno prodotto il massimo sforzo e le azioni più pericolose nel tentativo di pareggiare il gol preso subito da Kempf. Scarsa profondità, seconda partita di fila senza segnare dopo lo 0-0 allo Stadium con il Milan. David quasi mai visto, eppure Tudor gli aveva concesso una nuova opportunità. Dentro la sua analisi, in modo implicito, è finito il tema del centravanti. La Juve è mancata in area. «Il risultato mi delude, la prestazione meno. Noi volevamo pressare e andare avanti, siamo stati anche bravi a momenti. Il Como fa un bel calcio, ho visto un primo tempo alla pari, ma ci sono mancati gli ultimi 16 metri, l’ultimo passaggio o il penultimo per andare a concludere. Tiri concreti, pochi. Peccato, perché la squadra dava la sensazione di essere pericolosa, siamo arrivati tante volte in area».


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Tudor e la Juve, ora la crisi è aperta

Dopo 75 minuti il croato ha deciso di osare con l’ingresso di Vlahovic e un 4-4-2 sbilanciato. La Juve è stata subito castigata. «In Italia quanti giocano con due centravanti e due ali? Non lo so, si regge a fatica, era giusto provarci, ma devi pedalare con due attaccanti. Infatti, nell’azione del 2-0, mancava un centrocampista e abbiamo preso il contropiede. Nel secondo tempo era diventato più diffi cile giocare, partita spezzettata per i falli e per i loro comportamenti». Tudor e la panchina del Como si sono beccati più volte. Fabregas ha polemizzato in conferenza stampa («dice che ho scelto tutti i giocatori presi, ma non sa bene come funziona qui»). Il croato non ha risposto allo spagnolo e neppure se fosse insoddisfatto del mercato bianconero. «Non mi sembra una domanda appropriata, penso alle cose mie». Forse non è ancora a rischio, ma certo non potrà continuare così. Real Madrid e Lazio, nell’arco di una settimana, potrebbero decidere tanto. «Da trent’anni vivo nel calcio e ho sempre sentito parlare di finali o di settimane decisive senza preoccuparmene. Ho fiducia nei ragazzi». Dal modo in cui parlava ieri, non sembrava. La dirigenza si aspetta una reazione vera nelle prossime due partite.


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Sprofondo Juve. Era meglio quando andava peggio. Un punto in meno dopo 7 giornate rispetto a Thiago Motta. Fermata Como San Giovanni, cartellino timbrato da Kempf e Nico Paz. Tudor ha finito di pareggiare perdendo l’imbattibilità stagionale, agganciato da Fabregas al sesto posto, a quota 12. La Signora in campionato non usciva sconfitta da aprile (0-1 a Parma), l’unico ko nel cammino accidentato verso la qualificazione Champions. Questa volta le prospettive sono diverse. L’ultimo successo risale al 13 settembre, 4-3 con l’Inter grazie al colpo di Adzic a tempo scaduto. La crisi è aperta. Ieri neppure un tiro nello specchio nei primi 45 minuti, quando i bianconeri hanno prodotto il massimo sforzo e le azioni più pericolose nel tentativo di pareggiare il gol preso subito da Kempf. Scarsa profondità, seconda partita di fila senza segnare dopo lo 0-0 allo Stadium con il Milan. David quasi mai visto, eppure Tudor gli aveva concesso una nuova opportunità. Dentro la sua analisi, in modo implicito, è finito il tema del centravanti. La Juve è mancata in area. «Il risultato mi delude, la prestazione meno. Noi volevamo pressare e andare avanti, siamo stati anche bravi a momenti. Il Como fa un bel calcio, ho visto un primo tempo alla pari, ma ci sono mancati gli ultimi 16 metri, l’ultimo passaggio o il penultimo per andare a concludere. Tiri concreti, pochi. Peccato, perché la squadra dava la sensazione di essere pericolosa, siamo arrivati tante volte in area».


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