Retroscena Elkann: il duro sfogo con la squadra negli spogliatoi dopo il 3-1 della Juve all’Udinese

Così arrabbiato, i giocatori, non lo avevano mai visto: tre diversi allenatori nel giro di un anno rappresentano un conto salato da pagare
Fabrizio Patania
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INVIATO A TORINO - Casa e bottega. La Continassa come Castel Volturno, il suo vecchio eremo napoletano. La “full immersion” di Spalletti è cominciata alle 10,40, quando ha varcato il cancello del Training Center della Juve guidando la macchina. L’ex ct dell’Italia stava arrivando da Milano. Accanto il suo vice, modello navigatore, Marco Domenichini. Sono stati riconosciuti e intercettati dalle telecamere. Un’ora dopo, attraverso un’uscita secondaria, avevano già raggiunto il J Medical, confinante con lo Stadium, per le visite mediche. Lucio è riemerso quasi all’ora di pranzo, un bel sole illuminava il piazzale. Una cinquantina di tifosi lo ha accolto, acclamato e osannato. Il tecnico di Certaldo si è fermato e concesso ai selfie, ha firmato qualche autografo. Felicissima una famiglia italo-tedesca di Stoccarda, prole al seguito. Spalletti è salito su una Jeep ed è rientrato alla Continassa, distante un chilometro e mezzo. Il dt Modesto, suo principale riferimento nella struttura dirigenziale organizzata da Comolli, lo ha accompagnato nel giro del centro sportivo. La sua nuova casa.

Juve, retroscena Elkann 

In mattinata l’ex ct stava ancora definendo lo staff, integrato da Giovanni Martusciello, suo vice ai tempi dell’Inter. Prenderà il posto di Daniele Baldini, assistente tecnico che dal Napoli lo aveva seguito a Coverciano. Confermato Salvatore Russo, altro allenatore. Francesco Sinatti guiderà la preparazione atletica. Spalletti, in attesa delle ultime formalità, non ha diretto l’allenamento, ma lo ha seguito da vicino. Sul campo ha lavorato Massimo Brambilla, tecnico ad interim per la partita con l’Udinese. La Juve, per favorire il primo contatto, aveva spostato l’allenamento dalla mattina al pomeriggio. Spalletti ha visto arrivare i giocatori, uno alla volta, li ha salutati e basta, rinviando qualsiasi discorso ad oggi, quando lo staff sarà al completo e potrà dirigere l’allenamento di rifinitura. La Juve, per statuto e lignaggio, deve primeggiare. È scontato il tentativo di ribaltare il teorema di Tudor, caduto in disgrazia a Madrid, quando parlò di ridimensionamento e di certi limiti. «Siamo questi». L’intervento di John Elkann, all’interno dello spogliatoio dopo il 3-1 all’Udinese, è stato duro. Così arrabbiato, i giocatori, non lo avevano mai visto. Tre diversi allenatori nel giro di un anno rappresentano un conto salato da pagare e non ci sono solo responsabilità dirigenziali. Due giorni fa alla squadra ha parlato anche Chiellini, figura autorevole e riconosciuta per il suo passato illustre di calciatore. Giorgione, davanti alla tv, era stato netto. «Cambiamo allenatore perché lo ritenevamo necessario per ripartire. C’è tempo per fare bene».

L'annuncio di Spalletti   

Poco dopo le 18, per motivi di Borsa, è arrivato il comunicato della Juve. Accordo sino al 30 giugno 2026. Lucio si mette in gioco, dovrà provare a raggiungere la Champions. L’opzione di rinnovo (di un anno sino al 2027 o biennale se la scadenza arriverà al 2027) verrà chiarita oggi nella conferenza di presentazione (ore 12) allo Stadium. La società ieri ha voluto mantenere riservatezza sull’argomento, non sono escluse sorprese. Era calata la notte alla Continassa. Spalletti ha raggiunto il J Hotel. Questa mattina entrerà nel futuro dipinto di bianconero. Domani l’esordio allo stadio Zini di Cremona. 

 

 

 


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