Meglio Spalletti della Juve
Spallettone ha litigato con un loggionista alle sue spalle, gli ha suggerito di restare a casa se non gradiva lo spettacolo e l’ha sfanculato (libera interpretazione non troppo lontana dalla realtà) al gol di Thuram. In seguito ha schiaffeggiato Openda per tentare di svegliarlo prima dell’ingresso in campo al posto dell’inutile David, s’è preso i tre punti e ora guarda con più tranquillità alla trasferta di Monaco: i playoff sono garantiti.
Lo spettacolo di Juve-Benfica è stato lui, Luciano, non certo la partita, indecente la prima parte, solo accettabile la ripresa, il cui punto più basso è stato il rigore scivolato di Pavlidis, inguardabile.
La Juve ha fatto quel che doveva, Mourinho quel che ha potuto in una delle stagioni più sfigate della sua carriera: al Benfica ne sono capitate di tutti i colori, difficile che in futuro la iella che accompagna i portoghesi possa procurare danni maggiori anche se la maledizione di Bela Guttmann non si concede delle pause.
Sintesi: Locatelli il più presente, eccellente nei recuperi e nell’interrompere le azioni dell’avversario; David il peggiore. La mossa che ha spostato gli equilibri è stata l’ingresso di Conceição, a destra naturalmente, e il conseguente accentramento di McKennie. Di buono, poco altro.
Bilancio provvisorio: Atalanta 13, Inter e Juve 12, Napoli 8. Le nostre sono ancora dentro, il Napoli rischia. Non è del tutto negativo, anche se all’Inter e a Conte mancano almeno un paio di punti (a testa).
È questa la dimensione europea del calcio italiano, non possiamo sorprenderci, né avvilirci. L’amarezza è ormai una compagnia costante, la fiducia ce la portiamo da casa.
Sono sicuro che alla prossima partita allo Stadium il loggionista si ripresenterà. Chi paga ha il diritto di rompere, ma non può pensare di passarla sempre liscia.
