Juve, altro che Openda e David: Boga è arrivato ed è diventato subito decisivo

È arrivato a gennaio, è entrato subito nelle rotazioni, ha segnato reti pesanti. L’ex Nizza decisivo con 3 gol in 8 gare
Filippo Bonsignore

Ok, l’acquisto è giusto. I flop dell’estate sono ancora un tema attualissimo ma alla Continassa c’è un motivo per sorridere. Si chiama Jeremie Boga, pescato a gennaio dal Nizza e già diventato il jolly per la Champions. Luciano Spalletti aspettava un centravanti ma può comunque godersi l’attaccante franco-ivoriano capace di segnare 3 gol in 8 presenze, una ogni 66 minuti. Alzi la mano chi avrebbe scommesso su un impatto del genere, così decisivo per contribuire a nascondere le carenze di un attacco che per oltre tre mesi e mezzo è rimasto orfano dell’infortunato Dusan Vlahovic (pronto comunque al rientro in panchina sabato contro il Sassuolo, se non ci saranno sorprese) e che ha dovuto fare i conti con il rendimento (troppo) altalenante di Jonathan David e deludente di Loïs Openda. I due colpi del mercato estivo sono il fallimento più evidente. Ma c’è Boga, il mercato che funziona. La formula è quella sognata da ogni dirigente: nessuna spesa (è arrivato in prestito gratuito), massima resa. Tre gol, appunto, a Roma, Pisa e Udinese. In appena un mese e mezzo, Jeremie ha già fatto meglio di Openda, ormai chiaramente l’ultima scelta di Spalletti nel reparto offensivo, con solo due reti all’attivo, l’ultima delle quali risale a quasi tre mesi fa (alla Roma, lo scorso 20 dicembre). Un flop costosissimo quello del belga, arrivato dal Lipsia in prestito oneroso con obbligo di riscatto per complessivi 43,9 milioni. David ha fatto poco meglio di Openda, con 7 gol in 39 presenze, e solo un periodo all’insegna della continuità, ma illusorio, a gennaio. Riassunto: per entrambi il futuro sembra già lontano dalla Continassa mentre Boga viaggia spedito verso il riscatto, fissato a 4,8 milioni, cifra più che conveniente.

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La rinascita di Boga

Per il ventinovenne già ammirato in Italia con le maglie di Sassuolo e Atalanta è stata una sorta di rinascita dopo l’epilogo turbolento dell’esperienza in Costa Azzurra. Un’aggressione da parte degli ultrà del Nizza, furiosi per i risultati negativi della squadra, ha posto fine alla sua avventura in Ligue 1. La chiamata della Juve è stata la salvezza e, al tempo stesso, un nuovo inizio. «A Nizza ho vissuto gli ultimi due mesi difficili ma mi sono allenato bene con il mio preparatore e quando sono arrivato qui ho trovato una squadra e un mister che mi danno fiducia» ha raccontato il numero 13 bianconero. Quando si è presentata la Signora non giocava appunto da due mesi ma il lavoro svolto privatamente gli ha permesso di essere pronto in fretta per Spalletti. Boga ha ritrovato così il campo ma soprattutto la serenità: «Qui tutti mi hanno accolto bene, la squadra mi aiuta, sento l’affetto dei compagni». A Udine ha trovato il gol da tre punti nella prima notte da titolare: rinato, insomma.

Boga, l'uscita dal tunnel e la duttilità

Adesso il tunnel è finito e Jeremie è diventato immediatamente un fattore nella corsa Champions. Con lui, Spalletti ha scoperto in un colpo solo un esterno in grado di fare l’alter ego di Yildiz ma anche un centravanti, come capitato a Udine, quando Lucio ha invertito le loro posizioni. Quando Kenan, partito da “falso nove”, è tornato nella posizione a lui più congeniale a sinistra, Boga è diventato attaccante centrale, garantendo scatti, verticalità, dribbling, velocità e il gol della fondamentale vittoria. Ora il Sassuolo per una grande notte da ex.

 


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Ok, l’acquisto è giusto. I flop dell’estate sono ancora un tema attualissimo ma alla Continassa c’è un motivo per sorridere. Si chiama Jeremie Boga, pescato a gennaio dal Nizza e già diventato il jolly per la Champions. Luciano Spalletti aspettava un centravanti ma può comunque godersi l’attaccante franco-ivoriano capace di segnare 3 gol in 8 presenze, una ogni 66 minuti. Alzi la mano chi avrebbe scommesso su un impatto del genere, così decisivo per contribuire a nascondere le carenze di un attacco che per oltre tre mesi e mezzo è rimasto orfano dell’infortunato Dusan Vlahovic (pronto comunque al rientro in panchina sabato contro il Sassuolo, se non ci saranno sorprese) e che ha dovuto fare i conti con il rendimento (troppo) altalenante di Jonathan David e deludente di Loïs Openda. I due colpi del mercato estivo sono il fallimento più evidente. Ma c’è Boga, il mercato che funziona. La formula è quella sognata da ogni dirigente: nessuna spesa (è arrivato in prestito gratuito), massima resa. Tre gol, appunto, a Roma, Pisa e Udinese. In appena un mese e mezzo, Jeremie ha già fatto meglio di Openda, ormai chiaramente l’ultima scelta di Spalletti nel reparto offensivo, con solo due reti all’attivo, l’ultima delle quali risale a quasi tre mesi fa (alla Roma, lo scorso 20 dicembre). Un flop costosissimo quello del belga, arrivato dal Lipsia in prestito oneroso con obbligo di riscatto per complessivi 43,9 milioni. David ha fatto poco meglio di Openda, con 7 gol in 39 presenze, e solo un periodo all’insegna della continuità, ma illusorio, a gennaio. Riassunto: per entrambi il futuro sembra già lontano dalla Continassa mentre Boga viaggia spedito verso il riscatto, fissato a 4,8 milioni, cifra più che conveniente.

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