Pagina 2 | McKennie: "Spalletti il miglior allenatore della mia carriera. E con Ronaldo..."
McKennie e il rapporto con la famiglia
Fortissimo il legame con la sua famiglia: "Mio padre ha sempre aiutato molto me e la mia famiglia. Se non fosse stato nell’esercito non saremmo mai andati in Germania - ha raccontato McKennie - e, magari, non avrei mai fatto il calciatore. A volte ci mancava perché andava via per lunghi periodi e mia madre doveva farsi carico di tutta la famiglia. La mia famiglia è tutto per me. Mia mamma mi portava di continuo agli allenamenti, mio padre mi ha insegnato la disciplina, mio fratello doveva portarmi sempre in giro con tutti i suoi amici, mentre mia sorella si comportava da “brother bear”, era ed è iperprotettiva. Mi hanno sempre detto che nella vita bisogna divertirsi, perché quando non succede quello che fai non ha più senso".
McKennie, tra calcio e football americano
Il calcio rappresenta oggi il presente e il futuro, ma in passato non sempre è stato così per l'attuale numero 22 della Juventus: "Non sono sempre stato sicuro se giocare a football o calcio - ha ammesso McKennie -. Quando sono tornato dalla Germania a nove anni facevo entrambi gli sport, poi ho preso la mia decisione, insieme a mia madre. Le ho detto che amavo il calcio un po’ più del football e lei mi ha detto che, a quel punto, la decisione era già stata presa; così mi sono concentrato sul calcio".