La Juve sulle spalle di Yildiz: la rincorsa europea e quasi 60 milioni da prendere a ogni costo 

Tre settimane decisive per il futuro bianconero. È il fantasista turco a guidare la rincorsa europea
Andrea Losapio
4 min

Tre settimane di tapponi, come se si fosse sui Pirenei. Invece della maglia gialla c’è in palio il quarto posto che per la Juventus vale sì e no una sessantina di milioni (almeno) con tutto quello che comporta la qualificazione alla Champions League, modificando il proprio futuro sul mercato e in termini di appeal. Il capitano tra i gregari, con l’assenza di Dusan Vlahovic, è senz’altro Kenan Yildiz. Le sue gambe dovranno portare il peso degli strappi nei momenti decisivi, trovando soluzioni e fiammate. In stagione finora ha raccolto undici gol e sette assist, decisamente non male per quella che era ancora di passaggio tra il lancio e la consacrazione. L’ultimo scorcio di quest’annata porta però delle attese molto alte dopo il rinnovo firmato due mesi fa, a inizio febbraio: sette milioni di euro all’anno, più un bonus alla firma di sei. Cifre che determinano il modello Juve, diventando politica e tetto massimo da non oltrepassare. Una scelta sensata considerando che Andrea Agnelli, con Massimiliano Allegri, è riuscito a raggiungere due finali di Champions chiudendo il bilancio in utile, senza strafare, oltre a vincere Scudetti a ripetizione. In Italia ora c’è senz’altro più competizione, ma l’occhio al fatturato va sempre lanciato.

 

 

La bestia nera

Il primo appuntamento, in una giornata che vedrà anche Como-Inter, è quello contro l’Atalanta. Da quando Yildiz è diventato un simbolo bianconero, cioè nelle ultime due stagioni, in quattro partite sono arrivate due sconfitte e due pareggi: una è costata il ruolo a Thiago Motta, nell’altra è stato spettatore non protagonista nei quarti di Coppa Italia, rimanendo novanta minuti in panchina in vista degli appuntamenti successivi. Nelle sei presenze totali, invece, è arrivata una sola vittoria, la più dolce, cioè la finale di Roma del 2024. Gol di Vlahovic e ventuno minuti per il turco che in quel momento era solamente un elemento di contorno. Ora è il primo tenore e da grandi stipendi derivano grandi responsabilità. Non è (ancora) un vincere o morire, ma perdere significherebbe avere un avversario in più per l’obiettivo quarto posto. Settimana prossima toccherà alla gara casalinga con il Bologna, forse provato dalle fatiche di Europa League ma pur sempre pericoloso, infine il rendez-vous con Allegri, domenica 26, in posticipo. Tradotto: le salite sono pericolose, poi il calendario sarebbe - sulla carta - in discesa fra Verona, Lecce, Fiorentina e Torino.

Yildiz, l'intoccabile per Spalletti

Yildiz, dall’arrivo di Spalletti in bianconero, è sempre stato titolare in campionato se disponibile, saltando solo una partita con la Cremonese per una botta al ginocchio. È partito due volte dalla panchina in Champions contro Bodo Glimt e Monaco, entrando comunque a inizio ripresa. Poi, appunto, Bergamo in Coppa Italia. Una partita che aveva mostrato un’ottima Juventus, punita ben oltre i demeriti dal risultato finale di tre a zero. Stasera ci sarà anche Yildiz a cui aggrapparsi e Spalletti, piuttosto che toglierlo dall’undici titolare, si è inventato Boga da falso nove, situazione che probabilmente non capiterà stasera se non a gara in corso. Il rendimento, in 21 partite con Spalletti, parla chiaro: otto gol e quattro assist. Numeri da trascinatore.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus