Tanti gol senza un 9: come ha risposto la Juve al flop di David e Openda
La Juve di Spalletti, senza centravanti, è come lo slogan di una celebre pubblicità: segnano tutti o quasi. Diciotto marcatori diversi per 55 gol, comprese due autoreti, per risalire al quarto posto e tenere aperta la corsa Champions. La cooperativa di Lucio ha prodotto in 32 giornate il secondo miglior attacco della Serie A a debita distanza (20 reti) dai fenomeni dell’Inter, lanciati verso lo scudetto. C’è poco da scherzare: volete sapere chi è l’unico dei bianconeri ancora a digiuno in campionato? Koopmeiners detto Koop, sinora andato a segno soltanto in Champions con la doppietta di Istanbul e anche il semplice dettaglio potrebbe essere interpretato come un segno del destino. La sfiga, nel suo caso, ci vede benissimo. Non riesce a ingranare. Si è acceso nella notte in cui la Signora comprometteva il cammino in Europa.
Superata la 'cooperativa' di Conte
L’aspetto principale da sottolineare: più della Juve, in Serie A, ha diviso il fatturato offensivo solo il Napoli con 19 marcatori differenti per 48 reti. Una distinzione: Conte ha una rosa più ampia, strutturata e piena di alternative, soprattutto in attacco. L’altra osservazione è di natura storica: la vera cooperativa bianconera, dal punto di vista statistico, apparteneva a Conte, stagione 2011/12, campione d’Italia con 68 gol e 20 marcatori diversi. Matri, con 10 gol, lil più prolifico davanti a Marchisio e Vucinic (9). Segnarono gol decisivi Vidal (7), Quagliarella (4), Pepe (6), Pirlo e Del Piero (3). Mancava un 9 di riferimento.
Il disastro dei numeri 9
Un po’, facendo le debite proporzioni, come la Juve di Spalletti, mai in corsa per lo scudetto, costretta a fare a meno di Vlahovic per 18 giornate consecutive tra dicembre e aprile. Diciamo di più: Dusan si stava cominciando a scaldare da quando era stato chiamato Lucio alla Continassa, perché Tudor lo metteva dentro a intermittenza e lo considerava il terzo centravanti dietro a David e Openda, i due flop del mercato estivo. Il canadese ha realizzato appena 5 gol in campionato, ancora adesso Spalletti sta provando a rivitalizzarlo e gli concede nuove opportunità, ma l’ex Lilla patisce la pressione, non ha il livello tecnico e fisico per recitare da prima punta in una squadra come la Juve. Non è il numero 9 che prende palla, riesce a girarsi e va in porta. Se la paura di tirare potrebbe sparire di colpo attraverso l’aspetto mentale, certe caratteristiche restano e sono ben visibili. Di Openda neppure si parla: è sparito, non entra più nelle rotazioni, soppiantato anche da Milik, riapparso dopo due anni di stop.
Yildiz da solo meglio di tutti i centravanti
Il dato complessivo racconta come la Juve sia rimasta a galla. I tre centravanti (Vlahovic, David e Openda) hanno messo insieme la miseria di 9 gol. Yildiz, con 10 centri, è il capocannoniere. Boga (4) e Conceiçao (3) hanno contribuito a tenere il bottino degli esterni d’attacco sulla sufficienza. McKennie (5) e Bremer (4) hanno portato punti segnando gol pesantissimi. Kalulu, Gatti, Cambiaso, Thuram, persino Kostic e Cabal, oltre al tiraccio di Adzic che piegò le mani a Sommer (Juve-Inter 4-3) all’alba del campionato, sono stati decisivi. Per lo scatto Champions la coop di Lucio dovrà insistere.
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