Vlahovic, ci vuole prudenza: la trattativa per il rinnovo è complicata ma la strategia è chiara

Dusan in Serie A ha satato 18 partite e il suo futuro resta un'incognita: va trovato l'equilibrio economico per un biennale
Fabrizio Patania
4 min

Per Vlahovic, in campo e fuori, serve prudenza. Spalletti, in chiave Milan, non si fa troppe illusioni. L’ipotesi di rivederlo in panchina a San Siro, lunedì 26 aprile, andrà verificata la prossima settimana. Il polpaccio è un muscolo delicatissimo. Dusan ha scongiurato una lesione di primo grado, ma ci vuole tempo e bisogna procedere con calma. Ora è troppo presto per sbilanciarsi. Salta il Bologna, poi si farà un’altra valutazione strumentale, ma per il confronto diretto con i rossoneri conviene aspettare. Stesso discorso per il rinnovo del contratto. La volontà, le intenzioni e la stima reciproca resistono. L’intesa e l’equilibrio economico per portarlo alla firma e prolungare il suo legame con la Juve sino al 2028 ancora mancano. L’ad Comolli e Chiellini confidano di riuscire nell’impresa e chiudere un’operazione che completerebbe un periodo di sinergia economico-sportiva di elevato spessore: da quando è arrivato Spalletti, la Juve ha blindato Yildiz, ha legato al nuovo progetto bianconero McKennie (di fatto perso) e lo stesso tecnico, oltre ad aver condiviso e indovinato i rinforzi mirati (con pochi soldi da spendere) di Boga e Holm a gennaio. Si cominciano a vedere logica, competenza, una linea di condotta precisa, in grado di unire le strategie societarie al campo.

 

 

Rinnovo complesso, questione di equilibri

Il centravanti, parlando della volata Champions e anche della prossima stagione, è una priorità. Spalletti ne vuole due. Dusan più un nuovo acquisto. La dirigenza ha aperto i colloqui con il serbo, presente ogni volta anche in veste di traduttore, e il papà Milos. Il procuratore Ristic, sullo sfondo, è ancora presente dietro le quinte. Secondo alcune indiscrezioni torinesi, questa settimana potrebbe esserci un altro appuntamento. Dalla Continassa non confermano, facendo intuire tempi più lunghi di gestazione. La trattativa prosegue a fari spenti. Le prossime due o tre settimane diventeranno fondamentali per capire se Vlahovic si legherà di nuovo alla Juve o se comincerà a guardarsi intorno. Il nodo è prettamente economico, ruota intorno ai bonus, alle eventuali commissioni, al premio alla firma. Operazione complessa e su cui vige la massima riservatezza, sapendo che Vlahovic (per restare) si deve orientare su parametri assai diversi rispetto all’ingaggio in scadenza a giugno (12 milioni netti). Una materia complicata da dipanare, ma non impossibile, perché in un modo o nell’altro le volontà dovrebbero incontrarsi. Dusan è sincero quando dice alla Juve che vorrebbe restare. La Juve è sinceramente intenzionata a trattenerlo, perché è un centravanti di livello, la sua professionalità in questi mesi ha colpito tutti e costerebbe ancora di più sostituirlo. Ci vuole prudenza perché, in certi casi, a scadenza può succedere di tutto e i soldi sono in grado di cambiare gli scenari in un attimo. Il rientro in campo lo aiuterebbe a ritrovare una centralità. In campionato ha saltato 18 partite per infortunio. Solo 8 volte in 32 giornate è stato impiegato da titolare, di cui 6 consecutive tra ottobre e novembre. Lucio, se lo avesse avuto a tempo pieno, sarebbe già in Champions da un pezzo.

 


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