David si gioca il futuro alla Juve: l’ultima occasione senza Vlahovic, Milik e Yildiz

Il centravanti canadese, dopo aver battagliato con i difensori dell'Atalanta a Bergamo, partirà dal 1' all'Allianz Stadium contro il Bologna
Filippo Bonsignore
5 min

Adesso o (molto probabilmente) mai più. È l’ora di Jonathan David, non può essere altrimenti per la Juve che deve mantenere il piede premuto sull’acceleratore nella corsa al quarto posto e che deve far fronte a qualche problema di troppo in attacco. Uno dopo l’altro, infatti, si sono fermati nuovamente i due bomber che erano stati recuperati alla causa, vale a dire Vlahovic, che era rientrato dopo quasi quattro mesi di assenza, e Milik, che ha di fatto già concluso la sua stagione dopo aver sognato un finale da protagonista al ritorno dopo due anni pieni di infortuni. Non solo, pure Yildiz non è al meglio e andrà gestito quindi per il ruolo di centravanti le soluzioni a disposizione di Spalletti sono contate. Logico quindi pensare in prima battuta alla punta canadese, una delle più grandi delusioni della stagione. Mancano sei partite alla fine del campionato e serve un segnale da parte di Johnny, che ha vissuto la stagione sempre sull’altalena, già a partire dalla sfida con il Bologna.

David, ora o mai più: servono i gol per la Champions

Servono i gol per la Champions e David, finora a quota 7 in 41 presenze stagionali, deve interrompere quel digiuno che dura ormai da 76 giorni. L’ultimo squillo dell’ex Lilla risale infatti allo scorso 1 febbraio nella rotonda vittoria sul Parma. La Juve poi ha trovato le reti di Boga, già 4 in 11 presenze, di Yildiz, del solito McKennie ma ha perso quelle degli attaccanti che erano stati il fiore all’occhiello del mercato estivo. Non solo David, infatti: che dire di Openda che non segna dal 20 dicembre e che nelle ultime cinque partite è rimasto sempre in panchina?

Maglia da titolare per David

TITOLARE. Johnny ha ripreso confidenza con il gol in Nazionale, con due gol su rigore, e adesso è atteso alla risposta nel club. Proprio dal dischetto aveva toccato il punto più basso del suo primo anno italiano, con l’erroraccio contro il Lecce che era costato due punti a inizio gennaio. Attorno a quel passo falso, in quel mese aveva trovato una certa regolarità realizzativa, con le reti a Sassuolo, Cremonese, Napoli prima appunto di quella al Parma, che però si è presto esaurita, tanto da riportarlo nell’anonimato. Le scelte di Spalletti hanno spiegato la situazione molto meglio di tante parole: una manciata di minuti contro l’Udinese, in panchina contro il Sassuolo, titolare per poco più di un’ora contro il Genoa (gara in cui è stato particolarmente sfortunato visto il palo colpito nella ripresa), di nuovo in panchina contro l’Atalanta, contro cui ha disputato una abbondante mezz’ora al posto dell’acciaccato Yildiz.

David, futuro tutto da scrivere

Di fatto, nell’ultimo periodo David è stato superato nelle rotazioni da Boga, Vlahovic e Milik. Ora, con i due di nuovo ai box, avrà un’altra chance da titolare. Sarà la prima delle sei tappe che porteranno a fine campionato e che per l’attaccante sono anche un ponte verso il futuro. L’intenzione della Continassa è di dare corso a una rivoluzione davanti e quindi la posizione di David è decisamente in bilico. A meno che i suoi gol per la Champions non cambino lo scenario attuale. Palla a Johnny

 


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