La Juve rifà i conti con Allegri 

Considerati gli stravolgimenti societari, firmò dei miracoli consentendo soprattutto al club di ridurre i costi. Il saldo complessivo del mercato dice -40 milioni
Ivan Zazzaroni
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Avevo pochi pensieri - a parte raggiungere in auto Roma da Monza - così ieri ho deciso di concedermi un salto all’indietro di due anni, giusto per smontare tutta una teoria di banalità, pregiudizi e cazzatielle varie sulle tre stagioni di Allegri alla Juve, le ultime. «Ha speso centinaia di milioni e vinto solo una coppetta», ho sentito ripetere decine di volte. Realtà travisate, oltre ad altre sciocchezze a uso e consumo degli smemorandi e degli antipatizzanti. Battute da (e per) social.

In pratica ho ricostruito la verità dei numeri demolendo le hit de Los Sputtanatores Accanitos. La Juventus chiude la stagione 2020/21 (Pirlo guida tecnica) con due coppe e qualificandosi in Champions all’ultima giornata grazie al pari del Napoli col Verona - interrotta la serie di 9 scudetti consecutivi.

Andrea Agnelli richiama Allegri nel giugno ’21 facendogli firmare un contratto di 4 anni a 7 milioni netti a stagione. Lo strappa al Real Madrid col quale Max aveva raggiunto l’accordo (due più uno a 8,5 netti l’anno). Tre mesi prima, l’annuncio (e la fine) della Superlega.

Del 27 novembre dello stesso anno è il blitz della Guardia di Finanza che, su ordine della Procura di Torino, acquisisce documenti e notifica l’esistenza dell’inchiesta “Prisma”. Le attività investigative e le intercettazioni risalgono a maggio ’21, ovvero due mesi dopo il tramonto della Superlega e la rottura Agnelli-Ceferin.

Novembre 2022, Andrea Agnelli, Maurizio Arrivabene e Pavel Nedved si dimettono dal CdA. Rispetto ai 4 anni previsti, il secondo ciclo con Andrea presidente dura 16 mesi.

Gennaio 2023, sono punti di penalizzazione e squalifiche. Anche Federico Cherubini, unico sopravvissuto, è costretto a lasciare l’incarico.

Febbraio 2023, inizia la gestione Scanavino-Calvo: la mission, far fuori Max e gli agnelliani d’ogni ordine e grado; nel giugno 2023 si aggiunge Cristiano Giuntoli, nasce la nuova Triade.

Maggio 2024, Max viene esonerato dopo la vittoria della Coppa Italia: finale con l’Atalanta vincitrice dell’Europa League.

Stagione 21/22, qualificazione in Champions e finale di Coppa Italia. I valori che riporto sono quelli comunicati alla Borsa e si riferiscono alla costruzione della squadra. Acquisti: Locatelli (25+12), Kean (prestito biennale 7+obbligo 28), Kaio Jorge (4), Vlahovic (70+10), Zakaria (5). Cessioni: Ronaldo (15+8 di bonus), Bentancur (19+6), Kulusevski (10+35). Stipendi: riduzione consistente attraverso le uscite di CR7 (60 milioni) e Ramsey. Le commissioni a parte.

Stagione 22/23, qualificazione in Champions, semifinale di Coppitalia e Europa League. Inserimento dei ragazzi della Next Gen Miretti, Soulé, Fagioli. Acquisti: Bremer (41+9). Gatti (7), Kostic (12+1), Yildiz (0), Di Maria (prestito), Paredes (p.), Milik (p.), Pogba (0), Cambiaso (8,5). Cessioni: De Ligt (67+10), Mandragora (8+1), Dragusin (5). Stipendi: riduzione ulteriore per le uscite di Chiellini, Bernardeschi, Dybala, Morata, De Ligt, McKennie, Arthur.

Stagione 23/24, qualificazione in Champions, vittoria della Coppa Italia. Acquisti: Weah (1+14), Milik (riscatto 6+1), Djalò (3,5), Alcaraz (p.). Cessioni: Zakaria (20), Pellegrini (4,5), Rovella (17), De Winter (8+2).

In un contesto complicatissimo Allegri ha sempre raggiunto la Champions che costituisce la vera garanzia di stabilità economica del club. Il saldo di mercato nelle tre stagioni è negativo per soli 40 milioni (acquisti 260 circa, cessioni 220 circa).

Max lascia la Juve nel giugno ’24, straordinario il patrimonio di giovani che con lui hanno esordito: Fagioli, Miretti, Kean, Huijsen, Yildiz, Soulé, Iling-Junior, Nicolussi Caviglia, Barrenechea, Kajo Jorge. Il risparmio, tra stipendi e ammortamenti, avviato col suo ritorno nel 2021, si esaurisce nell’estate ’24 (Nico, Douglas Luiz, Koop ecc).

Stagione 2023/24, Motta/Tudor e 2024/25 Tudor/Spalletti: investimenti importanti, salari di nuovo in crescita e cessione in massa dei giovani della Next Gen. Solo uno come Spalletti può riallineare le voci e ottenere risultati apprezzabili.


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