David, ora la prova d’appello: la Champions è nei suoi piedi
TORINO - È stata la svolta tanto attesa o è stato soltanto l’ennesimo bagliore di una stagione difficile? Contro il Bologna, Jonathan David si è sbloccato interrompendo un digiuno di gol durato due mesi e mezzo e aprendo la strada al fondamentale successo sugli emiliani che ha permesso ai bianconeri di salire a +5 in classifica sul tandem composto da Como e Roma. Si è rilanciato al momento giusto, il bomber canadese, perché in questo periodo in attacco Luciano Spalletti deve rinunciare forzatamente a Vlahovic (ieri peraltro di nuovo parzialmente in gruppo e quindi vicino al ritorno) e a Milik mentre Yildiz non è al top per la solita infiammazione al ginocchio sinistro che lo tormenta da tempo. A proposito: ieri il Dieci si è allenato ancora a parte ma oggi è atteso in gruppo e quindi alla Continassa si respira fiducia di averlo a disposizione; da titolare o a gara in corso, ma comunque per una porzione di gara maggiore rispetto ai venti minuti disputati contro il Bologna. La Juve è riuscita a saltare l’ostacolo rappresentato dalla squadra di Italiano con Kenan a mezzo servizio e questo è un grande merito e lo ha fatto anche grazie al ritrovato David. La sua stagione è stata altalenante, troppo sottotono rispetto agli auspici e alle attese come confermano i soli 8 gol in 42 presenze. Da uno che negli ultimi tre anni con il Lille non è mai andato sotto le 25 marcature stagionali ci si attendeva ovviamente di più, non un fatturato pari (finora) a un terzo della sua media delle ultime tre stagioni.
David cerca conferme alla Scala del calcio
Ora arriva il momento della prova d’appello. E il giudice sarà San Siro, il tempio dei grandi attaccanti. Johnny ha mostrato di aver ritrovato, oltre il gol, anche una presenza scenica e un feeling con la manovra della squadra che non si vedevano da tempo. Il suo periodo migliore era stato a gennaio quando, dopo aver toccato il punto più basso con lo sciagurato errore su rigore contro il Lecce, aveva segnato a Sassuolo, Cremonese, Napoli e Parma, ultimo avversario colpito prima della lunga quaresima di 77 giorni interrotta contro il Bologna. Un periodo nel quale il canadese era precipitato nelle gerarchie dell’attacco bianconero, come hanno confermato le scelte di Spalletti che gli ha preferito prima Boga e poi Vlahovic e Milik. Ora il nuovo doppio infortunio di Dusan e Arek ha consentito a David di tornare prepotentemente nelle rotazioni e di essere pure decisivo, proprio come da lui ci si attendeva. In tutto ha preso parte a 10 reti in campionato (6 gol e 4 assist) cui si devono aggiungere 2 gol e un assist in Champions League. Il bilancio non è certo quello auspicato all’inizio del cammino ma adesso Spalletti auspica davvero una inversione di tendenza in questo finale di stagione. Ci sono cinque partite a disposizione per scrivere un finale diverso del racconto di quest’anno: la Juve deve blindare il quarto posto e conta di farlo anche grazie ai gol di Johnny, probabile titolare domani sera. Il rush conclusivo del campionato sarà anche importante per scrivere il futuro: la permanenza di David è tutt’altro che certa proprio per la storia di questa stagione e da un suo eventuale addio, essendo arrivato da svincolato, garantirebbe una plusvalenza. L’epilogo però è ancora tutto da scrivere: c’è un posto in Champions da conquistare e c’è un Mondiale in casa da disputare tanto che i prossimi mesi potrebbero mutare lo scenario. È stata vera gloria con il Bologna? A San Siro la risposta.
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