Da Spalletti a Allegri, Chiellini dice tutto. E poi svela un retroscena su Ibrahimovic...
Alla vigilia di Milan-Juve, è tornato a parlare anche Giorgio Chiellini, Director of Football Strategy del club bianconero, protagonista di una lunga chiacchierata con DAZN Italia davanti alla Vitruvian Figure di Paul Pfeiffer, la nuova installazione site-specific dedicata alla Vecchia Signora attualmente in mostra sulla Pista 500, lo spazio espositivo all'aperto della Pinacoteca Agnelli. Tra passato, presente e futuro, l'ex capitano della Juve si è proiettato al match di San Siro, prima di volgere lo sguardo alla prossima stagione e al progetto Spalletti.
Chiellini: "Spalletti? Ero convinto potesse essere la guida per il futuro"
Intervistato da Michele Dalai, Senior Vice President della divisione Content di DAZN Italia, Giorgio Chiellini si è subito concentrato sulla scelta di Luciano Spalletti, tecnico che ha recentemente prolungato il suo contratto fino al 30 giugno 2028: "Ero convinto che potesse essere la guida per il prossimo futuro e così è stato. Lui sa come trasferire tutto questo ai giocatori: quando è il caso di alzarne la pressione e la responsabilità, quando è il caso di abbassarla. Questo fa parte delle caratteristiche dei grandi allenatori e delle persone che sono abituate a navigare con queste qualità e con queste necessità. Io penso che abbiamo un gruppo di ragazzi responsabili, ancora prima che calciatori bravi: un gruppo di uomini che sta crescendo, e si è visto anche durante la stagione".
Chiellini e il passato da calciatore: "Ibrahimovic il mio miglior nemico"
Giorgio Chiellini non dimentica il recente passato da calciatore. A più riprese, ha definito Zlatan Ibrahimović come il suo "miglior nemico": "L’ho sempre considerato un fuoriclasse. Non ha vinto dei Palloni d’Oro solo perché ha avuto la sfortuna di vivere una carriera in mezzo a Messi e Ronaldo, che sono due extraterrestri. Chi ci ha giocato insieme sa quanto Zlatan fosse forte e quanto potesse fare la differenza. È stato il mio "nemico" perché ha giocato sempre nelle squadre dove la rivalità era maggiore; è diventato un po’ anche un banco di prova per me come difensore. Il mio "migliore" perché abbiamo un buon rapporto, la stima è reciproca. Sono contento che sia ancora qua nel mondo del calcio e che possa essere soddisfatto anche della vita dopo il periodo in campo".