Spalletti ha deciso il suo futuro e scuote la Juve: a Elkann chiede una cosa
TORINO - Spalletti non molla, va avanti, è deciso a restare alla Juve. La scelta, già compiuta firmando il rinnovo all’inizio di aprile, non è in dubbio. È necessario, però, passare attraverso la fiducia della società e un colloquio con Elkann, numero uno della controllante Exor. L’ex ct se ne andrebbe solo se il club bianconero lo discutesse e pensasse all’esonero, un tema neppure ipotizzato ai vertici della Continassa. Lucio è ancora segnato dalla delusione. Il traguardo Champions era vicinissimo. Subito dopo il ko con la Fiorentina, ha protetto il gruppo e ha preso tempo: "Prima di discutere i giocatori devo analizzare me stesso e il mio lavoro, dovevo presentare qualcosa di diverso". Il riferimento esplicito era alla prova senza lo spirito giusto di una squadra in corsa per un obiettivo importante. Si può perdere con i viola, ma non così. Il suo è stato un atto di responsabilità verso la società.
Il confronto con Elkann
Quando è arrivato a fine ottobre, non era scontato arrivare in Europa League, ma qualificarsi alla Champions era l’obiettivo dichiarato e la Juve, appena due settimane fa, era in fuga con 5 punti di vantaggio sulla Roma. Il pareggio con il Verona e la sconfitta con la Fiorentina rischiano di aver mandato “tutto all’aria”, come ha spiegato l’ex ct quando era ancora dentro la pancia dell’Allianz Stadium. Se ci sono già stati colloqui telefonici con Elkann non è dato sapere, il vero incontro si consumerà la prossima settimana. Lunedì, intanto, Spalletti si è confrontato con l’ad Comolli e ha processato la Juve. Un discorso duro ai giocatori. Un appello, anzi un richiamo, in proiezione Toro. È quasi impossibile riacciuffare il quarto posto, dovrebbero finire in pareggio due partite su tre tra Verona-Roma, Cremonese-Como e Milan-Cagliari, ma sarebbe il colmo se i bianconeri bucassero il derby e non si facessero trovare pronti nel caso in cui davanti si fermassero. La priorità è chiudere bene il campionato, poi andranno messe a punto le strategie in parte già tratteggiate con la dirigenza.
Vietate le minusvalenze
Elkann vota per la continuità aziendale. La presunta distanza tra Comolli e Spalletti di cui si dibatte con certezza a Torino non ha impedito il rinnovo (senza sapere a quale Coppa si sarebbe iscritta la Juve) poco più di un mese fa. Diverso è il discorso sul futuro. Le cosiddette garanzie. Lucio chiederà di incidere in maniera significativa. La Juve ha già sbagliato troppo nelle ultime campagne-acquisti, soprattutto l’estate scorsa. Un ulteriore ingresso nello scouting o nei quadri tecnici (si fa il nome di Tognozzi, ambito anche dalla Roma) farebbe comodo, alleggerendo il lavoro di Chiellini, dedito ai rapporti istituzionali. Preoccupa il mercato in uscita più della mancata Champions, perché le minusvalenze sono vietate dal bilancio. Va approfondita l’ipotesi di un nuovo aumento di capitale sino a poche settimane fa escluso. C’è da intendersi bene sul mandato, sugli obiettivi, su quanti rinforzi servano per tornare in corsa scudetto o per “accontentarsi” del quarto posto. Analisi da condividere. Non era scontata la Champions. A Torino, in troppi, se ne sono accorti domenica. È stato, per tutti, un brusco risveglio.
