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Lazio, Lotito in Sinagoga con Felipe Anderson e Wallace: «Noi contro ogni razzismo»

Lazio, Lotito in Sinagoga con Felipe Anderson e Wallace: «Noi contro ogni razzismo»
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Corona di fiori in segno di amicizia e condanna verso qualsiasi forma di razzismo dopo il ritrovamento di adesivi antisemiti affissi dai tifosi laziali in curva sud durante Lazio-Cagliari 

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martedì 24 ottobre 2017 10:39

ROMA - Puntuale a mezzogiorno la delegazione della Lazio con in testa il patron Claudio Lotito, accompagnato dal portavoce Arturo Diaconale e dai due brasiliani Felipe Anderson e Wallace, ha fatto visita all'esterno della Sinangoga di Roma, dove in segno di amicizia e di condanna verso ogni forma di razzismo è stata deposta una corona di fiori. Il gesto è arrivato in seguito al ritrovamento di adesivi antisemiti affissi dai tifosi laziali in curva sud durante Lazio-Cagliari. Assenti, per impegni pregressi, i vertici della Comunità Ebraica di Roma.

FOTO - LOTITO IN SINAGOGA CON WALLACE E FELIPE ANDERSON

LE PAROLE DI LOTITO - Preso d'assalto dai cronisti il presidente Lotito ha preso la parola: «Oggi siamo qui per testimoniare ancora una volta la nostra totale dissociazione da ogni forma di razzismo e antisemitismo. Annuncio ufficialmente che la Lazio darà vita a una iniziativa che coinvolgerà 200 giovani tifosi biancocelesti: ogni anno organizzeremeno delle visite nei campi di concentramento di Auschwitz, per sensibilizzare i giovani su questi temi. In curva non compare oggi nessuna effige razzista. In passato c’erano situazioni o bandiere che non lasciavano spazio a interpretazioni. Da quando sono presidente invece non sono mai comparsi striscioni o sono stati tenuti atteggiamenti che possano identificare la tifoseria come razzista, antisemita o xenofoba. La Lazio tra l’altro ha sempre messo in campo una serie di iniziative per dimostrare una tendenza. Aiuteremo gli inquirenti , attraverso le riprese delle telecamere, a individuare i responsabili proprio per evitare strumentalizzazioni. Proprio in settimana, a seguito dell'apertura della curva sud per l'iniziativa "We fight racism" , la curva aveva risposto con un comunicato che condannava i "buuh" razzisti. Finiamola di strumentalizzare queste cose per denigrare la società e quanto ha fatto bene fino a ora. Se ipoteticamente potremo parte civile? La Lazio si è già costituita in passato, non si deve parlare di come combatteremo certi episodi ma di come da tempo lo facciamo. E' l'unica società a farlo, non a caso vivo in una situazione delicata con minacce di ogni tipo, non sempre riferibili alla tifoseria».

LA CONDANNA DI MATTARELLA - Sull'episodio sono arrivate anche le parole di sdegno del Presidente della Repubblica Mattarella: «Il volto e le pagine del diario di Anna Frank, la sua storia di sofferenza e di morte a opera della barbarie nazista, hanno commosso il mondo. Utilizzare la sua immagine come segno di insulto e di minaccia, oltre che disumano, è allarmante per il nostro Paese, contagiato, ottanta anni addietro, dall'ottusa crudeltà dell'antisemitismo». Il Capo dello Stato ne ha parlato con il ministro dell'Interno che gli ha assicurato grande impegno per individuare i responsabili.

FEDELI: SEGNO DEGRADO CULTURALE - «Un'azione molto violenta, negativa e inaccettabile, perché usare in modo dispregiativo un'esperienza come quella di Anna Frank è veramente un segno di degrado culturale». Lo ha detto la ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, in merito all'uso di immagini di Anna Frank come insulto durante la partita Lazio-Cagliari di domenica scorsa. «Quanto successo è anche segno di assenza di rispetto verso la storia dell'Olocausto e delle violenze che invece vorremmo fosse parte integrante di una conoscenza profonda dell'offerta formativa dei ragazzi e delle ragazze, perché esperienze come quelle non accadano più», ha concluso la ministra Fedeli partecipando a un evento organizzato dall'Istituto Leonarda Vaccari sull'alternanza scuola-lavoro.

CENTRO WIESENTHAL, ZUROFF: GIOCATORI AD AUSCHWITZ - "Sconvolgenti, miserevoli, ripugnanti". Lo ha affermato Efraim Zuroff, direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme, sull'accaduto dell'Olimpico. "Non ci sono parole per condannare un gesto così vergognoso. Si banalizza la Shoah, si trasforma un'immane tragedia in una semplice bega fra tifoserie". Zuroff, pur comprendendo "l'impatto simbolico" di giocare con la Stella Gialla sulle maglie,come proposto da Renzi, ha detto: "non aggiunge conoscenza:meglio far visitare Auschwitz ai giocatori". A giudizio di Zuroff, il caso "colpisce sia il ricordo della Shoah sia quello delle vittime". "Certa gente - ha detto - ha proprio perso ogni controllo". Il direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme ha poi ricordato che "questo episodio si aggiunge a quello avvenuto giorni fa in Olanda, dove tifosi del Feyenoord hanno pubblicato la immagine di due bambini ebrei uccisi nella Shoah nell'intento di irridere la squadra rivale dell'Ajax, da loro associata all'ebraismo". Sulla proposta di mettere la Stella Gialla sulla maglietta dei giocatori in campo, Zuroff ha detto di "comprendere le buone intenzioni e come sia importante per il valore simbolico. Ma dopo che ci si è tolti la maglietta è tutto finito. E questo, in definitiva, non accresce la comprensione della gente". "Sarebbe meglio che tutti i calciatori della serie A - ha sottolineato - fossero obbligati a recarsi ad Auschwitz. Una visita lì è una prova di serietà".

PIROZZI: NON GETTATE FANGO SUGLI ULTRAS - «Una piccola minoranza non può gettare fango sul grande cuore degli ultrà». Lo ha detto il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi a '6 su Radio 1' commentando la vicenda delle immagini di Anna Frank vestita con la maglia della Roma, diffuse dagli ultrà Lazio. Ad Amatrice «gli ultrà di tutta Italia - dice Pirozzi -hanno fatto cose straordinarie. Si tende sempre a far vedere gli scemi, a non mettere in risalto il cuore di queste persone venute qui a scavare nelle macerie:hanno portato solidarietà, stanno facendo degli impianti sportivi».

ASSOCIAZIONE PRESIDI: GITE AD AUSCHWITZ - "Chiediamo che tutte le scuole si impegnino per bandire manifestazioni di odio antisemita. L'Associazione Nazionale Presidi lancia un appello affinché in tutte le palestre delle scuole italiane siano affissi cartelli e manifesti in cui si stigmatizza l'odio antisemita. Invitiamo tutti i collegi dei docenti, come risposta educativa a quanto accaduto allo Stadio Olimpico, a privilegiare per le visite di istruzione che normalmente avvengono tra marzo e maggio i luoghi della Shoah, Auschwitz, la Casa di Anna Frank". Lo annuncia all'ANSA Mario Rusconi, vicepresidente dell'Associazione Nazionale Presidi (Anp) e presidente regionale del Lazio.

PROCURA APRE INCHIESTA - La procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale sul caso degli adesivi antisemiti affissi nella curva sud dello stadio Olimpico in occasione di Lazio- Cagliari. Il procuratore aggiunto Francesco Caporale procede contro ignoti per istigazione all'odio razziale (legge Mancino) e sul suo tavolo c'è già un'informativa della Digos. Per l'identificazione del responsabile, o responsabili, del gesto saranno utilizzate le immagini a circuito chiuso dello stadio. Gli adesivi, grandi quanto le figurine dei calciatori, sono stati trovati ieri su una vetrata all'interno della curva sud e raffiguravano Anna Frank con la maglietta della Roma. Dopo il ritrovamento è intervenuta la polizia scientifica per i rilievi del caso.

IDENTIFICATI ALCUNI RESPONSABILI - Sono sedici le persone identificate per l'affissione di adesivi antisemiti nella curva sud dello stadio Olimpico in occasione di Lazio-Cagliari. La Digos li ha scoperti grazie alle immagini del sistema a circuito chiuso dell'impianto. Una nuova informativa con l'indicazione dei presunti autori delle affissioni sarà inviata a breve in procura dove è aperto un fascicolo per istigazione all'odio razziale. Ci sono anche due minori: secondo quanto si è appreso il più piccolo ha 13 anni. 

ULTRAS LAZIO: SIAMO STUPITI, SOLO GOLIARDIA - "Rimaniamo stupiti - proseguono gli Irriducibili - da questo clamore mediatico. Esistono altri 'casì che meriterebbero le aperture dei telegiornali e ampie pagine di giornale. Non ci dissociamo da ciò che non abbiamo fatto. Ci meravigliamo che queste, che vengono considerate offese, insulti o chissà che altro, quando però arrivano nei nostri confronti non scandalizzino nessuno. Gli stessi adesivi ce li ritroviamo anche nella nostra curva, ma non stiamo di certo a piagnucolare perché nessuno s'indigna per questo. Noi siamo della Lazio e non si piange! Tutto deve rimanere nell'ambito del 'nullà". Secondo gli irriducibili questa vicenda non è reato "ma evidentemente nemmeno la Figc se ne ricorda se è vero che hanno aperto un'inchiesta. Sono manovre per colpire la Lazio, che si sta affermando come una tra le migliori realtà di questo campionato, e i suoi tifosi che invece tanto stanno provando a fare, con molteplici iniziative di cui nessuno ne parla".

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