Rezza: "Solo una battuta sulla Lazio, non pensavo rispondessero"

Il capo dipartimento malattie infettive dell'Istituto Superiore della Sanità torna sulla polemica con i biancocelesti: "Il calcio può riprendere a porte chiuse"
Rezza: "Solo una battuta sulla Lazio, non pensavo rispondessero"© Ansa
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ROMA - Giovanni Rezza, capo dipartimento malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, torna a parlare del campionato di calcio e della battuta che ha scatenato l’ira della Lazio: “La mia è stata una battuta per sdrammatizzare il momento drammatico che stiamo vivendo - dice a Radio Punto Nuovo - Non pensavo intervenissero Diaconale, la Lazio per dire di non fare il tifoso, ho fatto una semplice battuta”. Poi Rezza analizza la questione del calcio: “Quella sulla ripresa del campionato era una domanda seria e ho risposto in maniera seria, oggi c'è lockdown totale, come si può pensare alla riapertura del campionato ora? E' chiaro che se in qualche modo si pensa di riaprire, allora verrà valutato e si applicheranno protocolli di sicurezza sanitaria. Molto dipenderà anche da ciò che verrà deciso a livello europeo, penso alle coppe europee. Abbiamo vissuto momenti drammatici in alcune parti d'Italia”.

Rezza: "Ridurre i rischi di contagio"

Sul riprendere a giocare in sicurezza è un discorso diverso - continua Rezza - si possono applicare protocolli per ridurre il rischio di contagio. Un metro di distanza e mascherina possono funzionare, la mascherina chirurgica non dà una protezione massima, ma fa sì che le goccioline di saliva restano nella mascherina. In questo modo si riduce il rischio di trasmettere ad un'altra persona”.

Rezza: "Ho tanti amici laziali"

Evitare lo scudetto per la Lazio? Ho tantissimi amici laziali, la mia è stata veramente una battuta per il momento complicato - prosegue Rezza - in questo momento non si può pensare a partite che si svolgano con assembramenti, partite a porte chiuse hanno un punto interrogativo perché c'è un lockdown. Ovviamente si pensa ad una fase 2, quindi alla riapertura di determinate attività, come quelle produttive. Non le decido io certe cose, ma qualora il governo decidesse di riaprire anche alcune attività ricreative, come quelle sportive, allora l'importante è che si facciano con la massima sicurezza. La decisione spetta alla politica, grazie alla consulenza del comitato scientifico. Il calcio è un settore sportivo tra i più ricchi e la gente è molto interessata, nel momento in cui si è chiuso il campionato, ognuno di noi si è sentito smarrito. Però vorrei ricordare di Atalanta-Valencia che ci sono stati episodi che hanno drammatizzato la situazione, perciò parlo di massima sicurezza possibile per minimizzare i rischi. Ripeto, la mia è stata una semplice battuta e poi ho espresso il mio parere. Se allora mi chiedessero cosa fare io al governo, direi di riprendere con sicurezza".

Il calcio a porte chiuse

Poi, a Radio Kiss Kiss, Giovanni Rezza torna sull'argomento campionato di calcio: "E' un gioco che mette a contatto gli atleti. Se si giocasse sarebbe bene farlo a porte chiuse. Nel momento in cui decidessero di ricominciare, ci sarebbe bisogno di grandissimi controlli molto assidui. Bisogna capire cosa succede anche a livello europeo. Ci sono dunque una serie di problemi molto complessi, una scelta che comunque a me lascia molto perplesso non per il campionato italiano ma per l'Europa in generale. Sta comunque ad altri decidere".

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