Processo tamponi Lazio, ecco la sentenza: sette mesi di stop a Lotito

La parola del Tribunale Federale nazionale: un anno di stop ai medici, 150mila euro di multa al club. L'avvocato: "Andremo al Collegio di Garanzia"
Processo tamponi Lazio, ecco la sentenza: sette mesi di stop a Lotito© Getty Images

ROMA - Arrivate le sanzioni del Tribunale Federale nazionale sulla violazione dei protoccoli Covid della Lazio. Sette mesi di inibizione a Claudio Lotito, 12 ai medici sociali Rodia e Pulcini, e 150 mila euro di multa alla Lazio. La mattinata si era aperta alle ore 11, in videoconferenza, con l'inizio del processo. La richiesta del Procuratore: duecentomila euro di multa alla società, 13 mesi e 10 giorni di inibizione al suo presidente, Claudio Lotito, e 16 mesi ai medici sociali Rodia e Pulcini. Niente penalizzazione in classifica dunque. Poi la parola del Tribunale Federale.

Lazio, le parole dell'avvocato Gentile

"Niente punti di penalizzazione? Su questo siamo sollevati perchè la stampa aveva preannunciato interventi catastrofici. Ho sentito parlare addirittura di retrocessione. Quando abbiamo sentito i 200 mila euro di multa, beh non è una clava", le parole dell'avvocato biancoceleste, Gian Michele Gentile, a LaPresse. Poi ha aggiunto: "Come ci muoveremo sui mesi di inibizione per Lotito? Non ho fatto subordinate, non ho detto 13 mesi sono troppi e facciamo sei. Siamo convinti che non spetta nulla. Da quello che si è capito stamattina si andrà sicuramente al Collegio di Garanzia. Non finisce qui in un modo o nell'altro. La Procura è con il coltello tra i denti. Tempi per la sentenza? Me lo aspetto per l'inizio della prossima settimana".

Il comunicato della Lazio

"La Società Sportiva Lazio, a seguito del pronunciamento della sentenza di primo grado della giustizia sportiva, che prevede sette mesi di inibizione per il Presidente, 12 mesi per i medici sociali e 150 mila euro di multa per la Società, comunica che impugnerà in appello queste decisioni", recita il comunicato diramato dalla società biancoceleste.

La Figc annuncia ricorso alla Corte Federale

Sulla sentenza emessa oggi dal Tribunale Federale Nazionale sul procedimento relativo alla Lazio, la Procura Federale della Figc, nella persona del Procuratore Federale Giuseppe Chiné, pur soddisfatta della tenuta dell'impianto accusatorio, si legge in una nota, fa sapere che, non appena saranno pubblicate le motivazioni, farà appello alla Corte Federale poiché le sanzioni irrogate non rispecchiano in pieno quelle richieste dinanzi al TFN. La Procura Federale esprime comunque soddisfazione per il riconoscimento della solidità degli elementi documentali di prova della avvenuta e plurima violazione dei Protocolli sanitari da parte dei vertici della Lazio nel periodo ottobre/novembre 2020 oggetto di contestazione.

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