Lazio, guida Patric: al comando di una difesa Champions

Lo spagnolo è rinato centrale. Ora è più forte, primeggia nelle classifiche di rendimento: quarto in A per passaggi, primo nei biancocelesti per palloni giocati e recuperati
Lazio, guida Patric: al comando di una difesa Champions© LAPRESSE
4 min
Daniele Rindone 

ROMA - Tutti lo conoscono, nessuno lo riconosce. E’ il ragazzo di sempre, non è il giocatore di prima. E’ uno di quegli eroi che nascono per caso, inaspettatamente, e in un momento ribaltano un mondo di dubbi. Patricio Gabarrón, per tutti Patric, è passato dal suscitare diffidenza al fare la differenza. Era diventato uno qualunque, senza arte né parte, senza ruolo e senza posto. E’ plateale il suo cambiamento, l’eccezionalità della sua trasformazione da difensore. Un centrale con i piedi da centrocampista, si diceva già. Erano state valorizzate da Inzaghi queste caratteristiche, il primo a provarlo sul centrodestra nella difesa a tre. Ma è stato con Sarri che Patric, e tutti noi con lui, ha scoperto di avere qualcosa in più da poter mostrare in una difesa a 4: marcature senza sbavature, forza nel contrasto, capacità di duellare. Tutte caratteristiche che aveva assimilato frequentando la scuola del Barcellona e che Mau ha ravvivato.

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L’esplosione di Patric

E’ un altro Patric. Il look da cartoon è rimasto, ma leggere il suo nome ai primi posti delle classifiche di rendimento dei difensori e in quelle assolute meraviglia. E’ arrivato alla sosta da quarto giocatore della Serie A per passaggi (428) dietro Kim del Napoli (437), Skriniar dell’Inter (476) e Bremer della Juve (476). Il dato lo proietta stabilmente al primo posto della classifica interna alla Lazio, più passaggi di Patric li hanno serviti solo Marusic (337) e Milinkovic (322). C’è sempre Patric in vetta alla classifica dei palloni giocati (486), Milinkovic è secondo in questa specialità (471). Stupisce anche il dato dei palloni recuperati, il recordman è sempre lo spagnolo (46), alle sue spalle Marusic (35) e Milinkovic (34). Patric è anche sul podio dell’elenco che comprende i giocatori della Lazio che effettuano più contrasti (10), di più solo Milinkovic (13) e Felipe (15). Ed è quarto per duelli aerei: Patric 11, Immobile 16, Romagnoli 22, Milinkovic 29.

Il lockdown

La scuola di Sarri. La voglia. La concentrazione. Un pizzico di buona sorte. Il rinnovo. Tutto questo ha permesso allo spagnolo di rinascere calcisticamente. Non è sceso a patti col destino che lo voleva fuori dai piani, in scadenza con la Lazio, pronto a tornare in Spagna (lo corteggiava il Valencia a parametro zero). Non è sceso a patti con i demoni che hanno provato a schiacciarlo. Patric si stava perdendo, il Covid lo aveva indebolito fisicamente e mentalmente. In estate ha confessato tutti gli incubi che ha vissuto e dai quali è uscito: «Il rinnovo con la Lazio è un orgoglio. Vengo da una bella stagione e mi trovo bene con il gioco di Sarri, lui è stato fondamentale. Lo scorso anno mi ha dato tanto. In campo devi sempre avere stimoli, la voglia di allenarti, la cattiveria giusta. Sarri in questo è stato molto importante, venivo da una stagione nella quale non ero stato bene, tra Covid e problemi professionali. Ora invece sto bene grazie a lui. La prima cosa che è cambiata con il mister è il tipo di gioco. Ero abituato alle categorie inferiori al Barcellona a spostare la palla, ad aggredire l’avversario. Certi movimenti li avevo fatti anche da piccolo. Lui mi capisce dal punto di vista mentale». Il nuovo Patric, conduttore e/o frequentatore delle top five statistiche, colonna della difesa sarriana (7 gare su 7 in campionato), la seconda del campionato (5 gol come il Napoli, 3 per l’Atalanta), è l’esempio che porta a credere che tutto è possibile. 


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