Immobile o Taty? Tutti i dubbi nella testa di Sarri

Mau cerca le soluzioni idonee per Bergamo ma c'è un dato su cui riflettere: sono 24 le reti segnate dalla Lazio in 21 partite, peggio solo nell’anno 2009-10
Daniele Rindone

ROMA - Intelligenza artificiale, algoritmi, sensazioni, presentimenti. Niente può risolvere il dilemma Immobile-Castellanos che s’è riaperto alla vigilia di Atalanta-Lazio e dilanierà Sarri fino all’ultimo. Raccontano che Ciro era in gran spolvero nella rifinitura, spinto dalla voglia di tornare a giocare. Ricordano che Castellanos rimpiange ancora la rovesciata bella e impossibile firmata contro il Napoli, cancellata dal fuorigioco, e il tacco salvato da Ostigard. L’uno sfida l’altro, stanno sulle spine entrambi aspettando la decisione. Il ritorno dalla squalifica di Ciro mette ansia a Castellanos. Il gol segnato da Taty all’andata con l’Atalanta (giocò lui), più l’assist servito a Vecino, mette pressione a Immobile. Ciro risponde con i 198 gol segnati in A, cerca da tempo il numero 200 per diventare l’ottavo di tutti i tempi a raggiungere il traguardo (da Piola a Baggio, fermatosi a 205 reti). Ciro può far notare pure che ha segnato cinque volte all’Atalanta. Contropiede o gioco di sponde? Palla corta o lunga? Profondità o no? Sta a Sarri scegliere il centravanti migliore rispetto alla partita che pensa di impostare. Gli servono entrambi, magari potesse sommare i loro gol programmando le staffette. E invece non è ancora riuscito a farlo per colpa di mancanza di servizi decenti, delle poche conclusioni create e della stessa verve dei due centravanti.  

Lazio, lo score

La mancanza di gol pesa da inizio campionato, nonostante il calo produttivo i biancocelesti sono riusciti ad arrampicarsi fino ad arrivare a meno 2 punti dall’Atalanta. La Lazio ha segnato appena 24 gol in campionato, l’ultima volta che si sono contate meno di 25 reti dopo le prime 21 gare era la stagione 2009-10, fu chiusa al 12º posto. Sarri è alle prese con il dilemma del bomber, non ha dubbi rispetto alle ali. Isaksen a destra, Felipe Anderson a sinistra, Pedro in panchina. Il danese ha più minutaggio rispetto ai mesi scorsi, deve essere più incisivo. Felipe ha servito sette assist, più di tutti, manca di continuità.

Lazio, le altre mosse di Sarri

Mau deve risolvere altri rebus. Gila e Romagnoli fanno coppia fissa. L’unico cambio (con Patric out) è Casale, ieri alternato nelle prove (all’andata giocò lui). Lazzari e Marusic sono i terzini più utilizzati, la candidatura di Pellegrini sembra valida solo in corsa. A centrocampo c’è un solo regista, Rovella. Cataldi è squalificato. L’ex Monza è un play d’assalto, l’ideale per una partita di scontri fisici. Guendouzi è sicuro del posto. Luis Alberto e Vecino si giocheranno la maglia di mezzala sinistra. Il Mago ha dato segnali contro il Napoli, spera nella conferma. Vecino era stato decisivo all’andata da stoccatore, entrò in corsa, segnò il 3-2. Anche qui la scelta ricadrà rispetto al modo in cui Sarri vorrà giocarsela. Spesso, contro l’Atalanta, ha chiesto più palleggio ordinando alla squadra di essere il più possibile ordinata. 


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Lazio, gli infortunati

Mancheranno Patric e Zaccagni. Il difensore si è curato in Spagna, l’infortunio alla spalla destra l’ha costretto a prolungare lo stop. Sarri spera di recuperarlo dopo il Cagliari, difficilmente per Lazio-Bayern del 14 febbraio (gara di andata). Zaccagni fa base a Bellaria, dove è nato, si sta curando a Cesena da uno specialista. L’infortunio al piede l’ha costretto a rinviare il ritorno, ci proverà per la trasferta di Cagliari. Sarri ha bisogno di recuperarli entrambi, deve fare i conti con il minutaggio di chi è costretto agli straordinari e con i diffidati (Rovella, Vecino, Romagnoli e Pellegrini). La prossima sarà l’ultima settimana da vivere senza impegni extra, dal Cagliari in poi la Lazio rigiocherà a ritmi forsennati: Bayern il 14 febbraio, Bologna in casa il 18, Torino fuori il 22, Fiorentina fuori il 26. A marzo sono previste le sfide contro il Milan (1 marzo all’Olimpico) e il ritorno con il Bayern (5 marzo). 


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ROMA - Intelligenza artificiale, algoritmi, sensazioni, presentimenti. Niente può risolvere il dilemma Immobile-Castellanos che s’è riaperto alla vigilia di Atalanta-Lazio e dilanierà Sarri fino all’ultimo. Raccontano che Ciro era in gran spolvero nella rifinitura, spinto dalla voglia di tornare a giocare. Ricordano che Castellanos rimpiange ancora la rovesciata bella e impossibile firmata contro il Napoli, cancellata dal fuorigioco, e il tacco salvato da Ostigard. L’uno sfida l’altro, stanno sulle spine entrambi aspettando la decisione. Il ritorno dalla squalifica di Ciro mette ansia a Castellanos. Il gol segnato da Taty all’andata con l’Atalanta (giocò lui), più l’assist servito a Vecino, mette pressione a Immobile. Ciro risponde con i 198 gol segnati in A, cerca da tempo il numero 200 per diventare l’ottavo di tutti i tempi a raggiungere il traguardo (da Piola a Baggio, fermatosi a 205 reti). Ciro può far notare pure che ha segnato cinque volte all’Atalanta. Contropiede o gioco di sponde? Palla corta o lunga? Profondità o no? Sta a Sarri scegliere il centravanti migliore rispetto alla partita che pensa di impostare. Gli servono entrambi, magari potesse sommare i loro gol programmando le staffette. E invece non è ancora riuscito a farlo per colpa di mancanza di servizi decenti, delle poche conclusioni create e della stessa verve dei due centravanti.  

Lazio, lo score

La mancanza di gol pesa da inizio campionato, nonostante il calo produttivo i biancocelesti sono riusciti ad arrampicarsi fino ad arrivare a meno 2 punti dall’Atalanta. La Lazio ha segnato appena 24 gol in campionato, l’ultima volta che si sono contate meno di 25 reti dopo le prime 21 gare era la stagione 2009-10, fu chiusa al 12º posto. Sarri è alle prese con il dilemma del bomber, non ha dubbi rispetto alle ali. Isaksen a destra, Felipe Anderson a sinistra, Pedro in panchina. Il danese ha più minutaggio rispetto ai mesi scorsi, deve essere più incisivo. Felipe ha servito sette assist, più di tutti, manca di continuità.

Lazio, le altre mosse di Sarri

Mau deve risolvere altri rebus. Gila e Romagnoli fanno coppia fissa. L’unico cambio (con Patric out) è Casale, ieri alternato nelle prove (all’andata giocò lui). Lazzari e Marusic sono i terzini più utilizzati, la candidatura di Pellegrini sembra valida solo in corsa. A centrocampo c’è un solo regista, Rovella. Cataldi è squalificato. L’ex Monza è un play d’assalto, l’ideale per una partita di scontri fisici. Guendouzi è sicuro del posto. Luis Alberto e Vecino si giocheranno la maglia di mezzala sinistra. Il Mago ha dato segnali contro il Napoli, spera nella conferma. Vecino era stato decisivo all’andata da stoccatore, entrò in corsa, segnò il 3-2. Anche qui la scelta ricadrà rispetto al modo in cui Sarri vorrà giocarsela. Spesso, contro l’Atalanta, ha chiesto più palleggio ordinando alla squadra di essere il più possibile ordinata. 


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