Lotito attacca: "Lo sciopero non ha senso, si basa su un qualcosa che non esiste. Io ci ho messo la faccia, e loro?"
In casa Lazio fa rumore la contestazione della tifoseria in occasione della partita casalinga contro il Lecce. L'Olimpico è semivuoto, come annunciato nei giorni scorsi, e stamattina la società ha pubblicato un nuovo comunicato sulla questione Paparelli. A ribadire la linea del club, è intervenuto il presidente della Lazio Claudio Lotito: "Stadio semivuoto? È una cosa legata a un gruppo di persone e non penso che siano così tanti", ha affermato ai microfoni di Sky Sport. "Io penso che i tifosi devono fare i tifosi, devono essere rispettosi delle regole e se vogliono criticare lo facciano pure, ma in modo costruttivo. Lo sciopero è stato costruito su un discorso sbagliato: non abbiamo mai vietato alla nipote di Paparelli di scendere in campo perché non era lei che voleva scendere in campo ma tre rappresentanti della tifoseria e questa cosa abbiamo ritenuto non fosse accettabile".
Le parole di Lotito
Lotito prosegue: "La famiglia Paparelli è sempre stata tutelata, onorata e accolta nella tribuna Autorità con tutti gli onori, come concordato. Questa è tutta una strumentalizzazione per rivendicare un ruolo che non esiste. I tifosi possono criticare ma devono fare i tifosi e rispettare la società. Chi sono questi che organizzano questa roba? Io la faccia ce la metto, loro no. Io non accetto intimidazioni e non accetto che ci siano dei comportamenti strumentali e non di semplice critica. Inibire alla gente di venire allo stadio è una cosa grave, quelli che non vengono sono quelli che utilizzano la Lazio per i propri fini. Non accetto le intimidazioni che ricevo da un anno e mezzo. Vedrete che alla fine questi comportamenti usciranno e quali sono quelli che hanno riflessi da codice penale".