Sarri spiazzato dal mercato della Lazio: adesso resta da solo. La mossa per battere la Fiorentina

Il tecnico della Lazio deve affrontare i viola sempre più difficoltà. È vicino l’addio del francese: Lotito chiede 30 milioni. Cancellieri in pole su Pedro da centravanti Isaksen a destra
Daniele Rindone
4 min

Forza e coraggio, Sarri. Tanto più chiede, tanto più gli viene tolto. Tanto più aspetta acquisti, tanto più arrivano cessioni. Tanto più vuole «giocatori importanti» e a sua immagine tanto più si trattano giovani in antitesi, scommesse o in attesa della legittimazione. Sembra il gioco dei contrari. Il miglioramento per adesso è deprimento. Dopo Taty, partito prima del Napoli, c’è Guendouzi in uscita, in partenza prima della Fiorentina. Lotito chiede 30 milioni, bastano 25 con bonus facili. Il francese ieri nel primo pomeriggio era negli uffici di Formello a discutere del passaggio al Fenerbahçe, ha detto chiaro e tondo che vuole partire, poco dopo è andato in campo per la rifinitura. Sarri si trova a preparare la seconda partita in quattro giorni senza centravanti, perché Noslin è squalificato e non ce ne sono altri, con Guendouzi quasi venduto, con la testa altrove, con Pedro falso 9 a 38 anni e mezzo o Cancellieri. Senza acquisti pronti, con operazioni in chiusura o in corso: quella per Petar Ratkov, centravanti del Salisburgo alto 1,93, quella per Maldini dell’Atalanta, jolly offensivo, e Fabbian del Bologna, trequartista e mezzala. Tutti nomi che non fanno parte del catalogo di Mau, neppure sosia degli identikit che ha indicato: Raspadori, per quanto difficilmente raggiungibile, Loftus-Cheek e Insigne.

Lo sforzo di Sarri

Le distanze di mercato restano abissali, da inconciliabilità profonda, tra Mau e la Lazio, almeno stando ai movimenti attuali. Sarri farà un bilancio a fine mercato, intanto deve pensare al campo, a salvare l’onore della squadra, anche capra e cavoli. Prepara ogni partita soffrendo, è esercizio quotidiano. Sa giocare al gioco duro, lo dimostra costantemente, ma ostacoli e difficoltà stanno diventando insormontabili. La zona Europa s’allontana, le zone calde non sono così distanti. Dopo il ko netto col Napoli arriva una Fiorentina affamata e servirà una prova di forza. L’assenza di Marusic, squalificato, è pesante. Toccherà a Lazzari e Pellegrini sulle fasce. Gila e Romagnoli centrali. Guendouzi ieri era pronosticato in campo da uomo-mercato, oggi chissà. Cataldi regista. Basic, vicino al rinnovo, a sinistra. Isaksen può ripartire titolare a destra. Pedro e Cancellieri sono in ballottaggio da finti centravanti. Il secondo ora è in pole. Zaccagni sarà al suo posto.

La Lazio e la scommessa Ratkov

La Lazio non vince dal match di Parma, era il 13 dicembre. Poi i pareggi con Cremonese e Udinese, il ko col Napoli. Nelle ultime tre partite si sono contati tre tiri nello specchio: due con la Cremonese, uno con l’Udinese, nessuno col Napoli. E’ la lacuna della Lazio, un’imperfezione che Sarri non riesce a risolvere. Sarà ancora più evidente stasera considerando l’emergenza “attacco”. Il gol in casa manca da due partite, Cremonese e Napoli, è dal gennaio-febbraio 1989 che non si verificano tre partite di fila senza gol in campionato, c’era Materazzi in panchina. La scommessa della Lazio è Ratkov, si aggiungerà a Noslin e Dia. Sarri sperava in Raspadori o quantomeno in un centravanti con caratteristiche simili per provare a ricostruire il gioco (con l’arrivo di una mezzala di qualità) che porta il suo marchio. Torniamo al gioco degli opposti. Si è scelto Sarri, per tutto quello che è successo in estate e non sta succendo a gennaio forse serviva l’esatto contrario.


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