Lazio, Motta esordirà oggi in Serie A: lanciato da Nesta, sogna di conoscere Zoff

Arrivato a gennaio dalla Reggiana, il portiere classe 2005 promosso titolare dopo l'infortunio di Provedel: debutterà all'Olimpico contro il Sassuolo
Daniele Rindone
4 min

ROMA - Il premio esordiente dell’anno va già a Edoardo Motta, solo perché la sua vita è cambiata in 24 ore. L’hanno catapultato in porta al posto di Provedel e non ci starà per una sola partita, fino a maggio. Generazione Z, classe 2005, non si rispecchia nei falsi miti, in quelli veri, tutti laziali. Motta ha 21 anni e quando gli chiedono chi sogna di conoscere risponde «direi Dino Zoff».

Lanciato da Nesta, sogna di conoscere Zoff: chi è Motta

I ringraziamenti li rivolge a Nesta: «Il primo a credere in me nella Reggiana, se sono alla Lazio è anche merito suo». Emergente, ma con una faccia di bronzo. Motta è un ragazzino imperturbabile, si è visto subito nella conferenza di presentazione. L’hanno notato anche a Formello in allenamento. È freddo, un gran lavoratore. Non può essere collaudato, è il rischio da correre. Sarri e i suoi sperano che sia pronto, l’apprendistato è durato solo un mese. Ha fisicità, è alto 1 e 94, questo lo aiuta sui raid aerei e nella copertura dello specchio. Dal primo giorno ha iniziato ad allenarsi sul gioco coi piedi, prerogativa di Sarri. Ha scelto il numero 40, non c’è un motivo preciso. Aveva pensato all’1, poi ha evitato: «È abbastanza pesante per un portiere e non mi sento ancora pronto».

 

 

A gennaio l'arrivo alla Lazio per rimpiazzare Mandas

Motta ha rimpiazzato Mandas, stanco di essere un vice. Il greco aveva rinunciato a 4 stipendi pur di andare al Bournemouth, ma lì non ha mai esordito. Nel piano-rinnovamento deciso da Lotito e Fabiani è stato inserito Motta, scelto dallo staff di Sarri. La società aveva indicato lui e Palmisani del Frosinone, sempre 21 anni. La scelta è ricaduta su Motta. È nato a Biella, si segnalò dopo una bella annata con i colori dell’Asd Soccer Spartera, accademia calcistica con sede a Casale Monferrato. Prima aveva giocato a Cossato. Il salto nel settore giovanile della Juventus, lui che era tifosissimo juventino. Ancora dopo l’Alessandria e il Monza in prestito. Galliani volle scommetterci per la Primavera 2 dei biancorossi. Motta e compagni vinsero il campionato. Il Monza voleva riscattarlo, lo controriscattò la Juve e lo diede alla Reggiana. Prima la Primavera, poi il salto in B. Quest’anno stava giocando titolare, a gennaio la chiamata della Lazio. «Ho giocato in Serie B solo 6 mesi quindi essere qua è fantastico», le prime emozioni di Motta. Il diesse Fabiani lo presentò così: «È di grande prospettiva, arriva sulla falsariga dell’operazione Mandas». Motta non immaginava che sarebbe cambiato tutto all’improvviso: «Io titolare in futuro? Se sono qua una minima prospettiva ci può essere, aspetto il mio momento e quando arriverà cercherò di sfruttarlo a mio dovere». È il momento.

 

 

 

 


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