Da Rovella e Patric, da Provedel a Zaccagni: i troppi infortuni della Lazio ora sono un caso

Una stagione travagliata anche a causa delle assenze per vari problemi dei biancocelesti: 141 gare saltate
Carlo Roscito
5 min

Quanti infortuni, troppi. La lunga lista delle assenze, contando solo il campionato, arriva a 141. Sono le partite saltate per questioni fisiche dai calciatori della Lazio nell'attuale Serie A. Un dato allarmante che spiega l'emergenza perenne con cui ha convissuto Sarri. In pochi si sono salvati schivando sfortuna e vecchie problematiche, guai muscolari e colpi fortuiti. Dal totale enorme, tra l'altro, sono escluse le gare bucate per squalifica e le convocazioni in Coppa d'Africa (Dia e Dele-Bashiru, 11 match complessivi). Ieri, come se non bastasse, è finito ko Furlanetto, diventato il vice di Motta: si teme il crociato, a Formello hanno pensato a Alessandro Berardi, svincolato, ex n. 1 cresciuto nel settore giovanile biancoceleste, ma la normativa non permette oltre il 31 marzo un’operazione del genere. È un recap doloroso di fastidi continui, stop improvvisi ed episodi incalcolabili come nel caso di Provedel e Rovella, entrambi out fino al termine della stagione. Operazione alla spalla per il portiere, alla clavicola destra fratturata per il regista, di nuovo ai box da febbraio.

 

 

Rovella e Gigot, i casi 

L'incubo di Rovella è iniziato presto per colpa della pubalgia, con cui aveva già fatto i conti nel 2023-2024. Ne ha saltate 20 su 32, un numero che si appesantirà da qui a fine maggio. Gigot, per un guaio alla caviglia (intervento risalente a settembre), è l'unico che ne ha sommate di più (32): solo ieri il francese si è rivisto in gruppo. Rovella ha resistito per poche settimane, poi è stato costretto a fermarsi per risolvere la situazione, ormai insostenibile: il protocollo, dopo una prima fase di terapia conservativa, ha previsto l'operazione chirurgica che l'ha escluso per 13 partite consecutive. Nel suo caso lo staff medico biancoceleste aveva consigliato un intervento immediato. A Cagliari è arrivata la seconda beffa, di tutt'altra specie e quindi impronosticabile.

Lazio, l'analisi degli infortuni

A Formello ci si interroga sulle cause dei tanti infortuni. La preparazione svolta nel centro sportivo e non ad Auronzo, l'intensità degli allenamenti, i percorsi riabilitativi, i precedenti guai tornati a bussare, la tenuta e le recidive della rosa. Il tutto senza le coppe, con un solo impegno a settimana. Nel discorso vanno separati gli infortuni muscolari (una ventina) da quelli traumatici o di altra natura (come la mononucleosi estiva di Isaksen). «Penso sia l'unione di tanti fattori che ci hanno portato a queste grandi difficoltà. Per esempio la situazione di Maldini è cronica e ogni tanto si deve fermare», ha commentato Sarri lunedì. L'ex Atalanta, non convocato a Firenze, per la seconda volta è stato risparmiato per l'infiammazione al tendine rotuleo.

I conti degli infortuni

Lo stesso problema che frena Gila, gestito in vista di mercoledì prossimo: lo spagnolo ne ha mancate 4, tutte prima delle semifinali di Coppa Italia. Un "bel" contributo al totale di 141 l'hanno dato i giocatori più fragili dal punto di vista muscolare: 10 assenze per Patric (una per un dito del piede), 8 Basic, 7 Vecino, ceduto al Celta Vigo. A 8 c'è anche Dele-Bashiru, a ottobre era stato addirittura escluso dalla lista del campionato. A giro un po' tutti hanno pagato lo scotto: 6 volte fuori Cancellieri, Lazzari e Castellanos (via a gennaio), 5 Zaccagni, in estate operato per pubalgia e poi bloccato da lesioni in tre occasioni (le ultime all'addome e alla coscia). Quello degli infortuni, a prescindere dai risultati, è un tema-anatema da analizzare in modo profondo a fine stagione.

 


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