Sarri e le due idee verso l’Atalanta: cosa gli ha insegnato la vittoria con il Napoli
Scacco a Conte. Ora Palladino. Sarri ci prova con la Lazio contropiedista e risultatista, lui la chiama da strappo. Gila e Romagnoli ciclopi di difesa. La cilindrata ritrovata di Tavares. Cataldi verticalizzatore. Tanto Taylor, assistman o stoccatore. Zaccagni spadaccino da rivalsa. Gli uomini base, di lotta e di governo, per garantire sacrifici e soluzioni a Bergamo. La modalità blocco basso e contropiede organizzato (dire catenaccio non si può con Mau, non è fine) prima o poi scatenerà i cortei dei sarristi, pronti ad opporsi da prestazionisti. Ma non c’è altra soluzione per concludere la stagione dignitosamente in campionato e dare l’assalto alla finale di Coppa Italia. Sarri ha accettato la realtà per ragion di stato. Mai s’era snaturato così tanto, né al Chelsea né alla Juve. Ha abolito la difesa alta, ha conservato qualche avanzata per triangoli e il gioco palla dentro-palla fuori. Ha aggiunto e perfezionato il contropiede lampo: «Penso sia un adattamento alle caratteristiche dei giocatori. Non abbiamo tanti uomini di palleggio, ma tanti che hanno strappo. Quindi è un tentativo di metterli a proprio agio e non a disagio giocando un calcio che hanno meno nelle loro corde», ha spiegato Mau.
Il piano di Sarri
L’effetto Napoli spinge la Lazio verso Bergamo, si giocherà tutto in una notte. Deve sciogliere qualche rebus, lo inizierà a fare oggi pomeriggio, domani mattina invece ci sarà l’abbraccio con i tifosi, invitati a Formello per la carica pre-Coppa. In bilico ci sono Marusic e Lazzari. Il primo vuole fare un tentativo estremo, s’era fermato per stiramento. Il secondo ha chiuso con i crampi a Napoli. Va sciolto il ballottaggio Basic-Dele-Bashiru. Sarri contro l’Atalanta quest’anno ha sempre puntato sul nigeriano per dare forza fisica al centrocampo e ribattere colpo su colpo all’uomo su uomo della Dea. Davanti Cancellieri ha sorpassato Isaksen, vuole tenersi il posto. Noslin si sta confermato l’attaccante più completo, centravanti di manovra o ala part-time. Maldini ha riposato a Napoli, si ricandida. Sono i ruoli mancanti. Sarri ha deciso il tridente per il Maradona ad inizio settimana di lavoro per le caratteristiche degli azzurri, forse pensando anche alle mosse di Coppa. Le prestazioni di Basic e Noslin possono avergli creato dubbi, hanno interpretato magistralmente le mansioni richieste. La chiave. Mau ha ammesso le difficoltà che la Lazio incontra quando affronta squadre chiuse: «Quando troviamo squadre che si chiudono facciamo fatica, ma credo che si tratti di caratteristiche». Il Napoli, come il Milan o la Juve, tutte big battute, non si sono chiuse. L’Atalanta aggredisce, non ti fa respirare. Servirà un mix di Lazio, da contropiede e anche rapida nel palleggio. In Lazio-Atalanta 0-2 del campionato s’è giocato col lancio lungo di Provedel o a uno-due tocchi. Nell’andata di Coppa s’è giocato in profondità, lanciando Isaksen a campo aperto. L’Atalanta è uno degli avversari più rognosi, ma concede buchi, da sfruttare rapidamente. Sarà una partita lunga, difficile, esporrà tutte e due le squadre a rischi. Si ripartirà dal 2-2, col pareggio si va ai supplementari. Bisogna segnare, bisogna vincere per passare evitando la lotteria dei rigori. Il 22 aprile è la data che deciderà molto. Dal 23 due strade: la preparazione di una finale insperata in una stagione incasinata o il redde rationem finale per tutti. Siamo al dunque.
