Pedro, la Coppa Italia come regalo di addio

Contro l’Udinese, un’altra perla: l’ennesima di una carriera fantastica. Lo spagnolo ancora protagonista ma il futuro sembra già scritto
Marco Ercole
4 min

ROMA - Ha la capacità di trasformare ogni pallone in un’idea, ogni giocata in memoria. Non importa il minuto, non importa il contesto. Quando il pallone passa dai suoi piedi, il tempo si ferma e il calcio torna a essere arte. Ancora una volta, Pedro ha tirato fuori dal cilindro una giocata da fuoriclasse, l’ennesima di una carriera straordinaria.

Lazio, simbolo Pedro

Quella con l'Udinese potrebbe essere stata una delle ultime perle in biancoceleste. Il futuro, per stessa ammissione dello spagnolo, è indirizzato verso un addio a fine stagione, anche se Sarri nel post-partita ha mantenuta viva una piccola speranza: «Se può rimanere? Bisogna chiederlo a lui. È una scelta sua, è un fuoriclasse straordinario. Ora è difficile che faccia novanta minuti, ma i piedi sono sempre quelli». A prescindere da come andrà, Pedro alla Lazio ha lasciato una scia di giocate che vanno oltre i numeri. Gol belli, certo, ma soprattutto pesanti. Come quello nel derby, il primo, quello che lo ha consacrato subito nel cuore dei tifosi. Una rete che ha definito immediatamente il suo impatto emotivo, prima ancora che tecnico. Poi le notti europee, quelle in cui i campioni si riconoscono. Il gol contro la Real Sociedad, la testata contro il Celtic, la magia a giro contro l’Ajax. Giocate diverse, contesti differenti, ma sempre la stessa capacità di incidere quando il livello si alza. E ancora, le perle in campionato. Il mancino a giro contro il Verona, il destro sotto la traversa con l’Empoli, il sinistro al volo da urlo contro il Napoli. Gol che raccontano un repertorio completo, fatto di tecnica, istinto e sensibilità. E poi quella rete contro l’Inter, ancora a giro, ancora decisiva, in una partita che pesava e che lui ha saputo interpretare da protagonista. Ma Pedrito è anche memoria recente, ancora viva. Come la notte di San Siro dello scorso anno, quando con una doppietta ancora ai nerazzurri ha di fatto regalato lo scudetto al Napoli, oppure l'altro rigore segnato con il Milan. Momenti che restano, che si imprimono nella memoria collettiva e che danno la misura del giocatore.

Pedro e il sogno Coppa Italia

Perché Pedro è questo: un uomo da partite importanti. Ed è arrivato in un punto della carriera in cui non ha bisogno di continuità assoluta, gli basta un attimo, uno spazio, un pallone. E lo trasforma in opera d'arte. Anche oggi, quando i novanta minuti diventano difficili da sostenere, resta un’arma decisiva, soprattutto a gara in corso. La sua è una carriera straordinaria, fatta di trionfi e palcoscenici internazionali. Venticinque trofei conquistati, tutti i più importanti. Un percorso che attraversa le squadre più importanti e le competizioni più prestigiose. E ora, la possibilità di aggiungere un altro tassello, forse il più simbolico: un trofeo con la Lazio.

Sarebbe il primo in Italia, il ventiseiesimo complessivo. Un numero che racconta la grandezza di un talento infinito. E ancora alla ricerca della perla più bella, quella che potrebbe far entrare nel suo palmares anche il capitolo alla Lazio


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