Sarri ha deciso, sarà in panchina nel derby Roma-Lazio: lo farà per i giocatori
Recalcitrante, incavolato, ma ci sarà. Soltanto la squadra poteva convincere Sarri a esserci nel derby. Al cuore non si comanda, vale anche per il Comandante. In estate era rimasto per i tifosi. Al derby andrà per i giocatori. Gli hanno chiesto di esserci e sono stati accontentati. «Non ci vengo», aveva sentenziato Mau dopo la finale con l’Inter. Rabbiosa la denuncia. Il carattere risentito di polemista non è mai cambiato, si è sempre lanciato in crociate contro Fifa, Uefa, Lega di A, solleticando sindacati vari. Non ha mai avuto timore di passare da Sarrisauro, allenatore di un calcio estinto. Ha combattuto e combatte contro i calendari ingolfati, contro i giocatori spremuti, contro gli orari strambi e s’è scagliato contro il derby alle 12.30, poi anticipato addirittura domani alle 12. Sarri, con le lance più affilate del suo humor e della dialettica sferzante, era insorto fino al punto di dire «lunedì vengo, domenica non vengo, a mezzogiorno e mezzo giocheranno loro. Il casino viene da una serie di errori fatti dalla Lega e ora la Lega deve rimediare. Il Prefetto è stato chiaro e speriamo che sia lunedì la data». Poi aveva chiamato in causa Lotito: «Se fossi il presidente non presenterei neanche la squadra». Aveva tirato in ballo le squadre in lotta per la Champions, facendosi paladino: «Si fa passare tutto come normale, ma ci sono quattro squadre che si giocano una partita da 60, 70, 80 milioni e si vuole farle giocare a maggio alle 12.30. Questo non è calcio».
La riflessione di Sarri
Sarri è per un idealismo interventista, spesso tanti allenatori si sono uniti al suo coro, ma di effetti pratici ce ne sono stati pochi o niente. Il giorno dopo la finale era ancora rigido sulla sua posizione, i giocatori sono riusciti ad ammorbidirlo. Mau darà dei segnali di protesta, non parlerà oggi in conferenza mentre Gasperini parlerà alle 13.30. Cosa farà domani si vedrà. Ci sono interviste prepartita a Dazn, c’è la conferenza stampa finale. Non è da escludere che rimanga zitto senza curarsi di reazioni e contraccolpi di ogni tipo. La Lazio non avrà i tifosi, i gruppi organizzati rimarranno fuori, 1.000 laziali hanno acquistato il biglietto, un avvenimento epocale nella sua terribilità. La Lazio non poteva restare senza Sarri. In finale era in tribuna per la squalifica, domani potrebbe vivere il suo ultimo derby. Da lunedì inizierà il countdown che porterà all’incontro decisivo con Lotito. Sarri è corteggiato da Napoli e Atalanta (con l’arrivo di Giuntoli). Prima parlerà con la Lazio. Poi aspetterà di capire cosa farà Conte. Tiene in corsa la Dea. Cos’è la Lazio per lui, quanto si sia speso in prima persona quest’anno, l’ha fatto vedere e l’ha fatto capire al Quirinale parlando davanti al presidente Mattarella: «Parlo in rappresentanza del gruppo squadra, ma anche della mia società che ha 126 anni di storia, che è stata anche riconosciuta come ente morale per i suoi valori. Parlo per un popolo che mostra un amore immenso e una grande passione per i nostri colori».
La scelta dell'arbitro
Sarri domani incrocerà l’arbitro Maresca, al primo derby della Capitale. Non dirige una partita della Lazio dal 18 febbraio 2024, oltre due anni fa, si giocava all’Olimpico contro il Bologna, l’ultimo match di una serie di gare contestate dalla società biancoceleste. Mau protestò per la gestione dei cartellini e un mancato rigore a Isaksen. A fine partita il silenzio stampa. Il derby di Sarri è sull’orlo di un vulcano.
