Lazio, casting per la panchina: Conceiçao si può liberare 

L’Al-Ittihad pensa alla risoluzione, Sergio vorrebbe tornare in Italia: Palladino e Pisacane tra i preferiti. Dopo il Pisa i passaggi decisivi per il cambio
Daniele Rindone
5 min

È da due anni che Lotito gioca al toto-allenatore e si ritrova nello stesso cul-de-sac. Il Pisa chiuderà la stagione più paradossale e inconcepibile della sua èra. Il passaggio da aspettare per tirare fuori la Lazio da una nuova impasse è l’incontro Sarri-Lotito. Chissà che non sia avvenuto ieri a Formello, la cena per la squadra era fissata dopo la riunione serale. Il presidente fa capolino all’improvviso e a qualunque ora. Sarri e Lotito si incroceranno sicuramente stasera all’Olimpico, potrebbero darsi appuntamento a domani o lunedì per il round finale. Mau è pronto a sposare l’Atalanta, prima deve lasciarsi con la Lazio. Balla il contratto fino al 2028. In questi casi scattano i tiremmolla su pendenze, commissioni e stipendi mancanti. La Lazio, in regola con le scadenze, entro il 16 giugno dovrà versare aprile e maggio. Lotito, quando Sarri si dimise, gli riconobbe tutti gli stipendi fino al giugno 2024. Come si lasceranno stavolta è da vedere. Che Lotito sperasse in una soluzione unilaterale, cioè che fosse Sarri a sfilarsi è noto. Resta imprevedibile.

 

 

Gli scenari

Sarri ha già avuto un incontro con Fabiani giovedì. Un primo confronto su tutto. Sarebbe stato centrato sui rapporti di forza che lo hanno destabilizzato e che non gli permettono di guardare avanti con fiducia. Tenere la porta semiaperta fa parte del gioco delle parti, soprattutto con un contratto in essere. Bisogna attendere la chiusura del matrimonio-bis per entrare nel vivo della successione. Ci sono stati contatti formali e informali con allenatori e procuratori. Non si è fatta una scelta. Si è pensato a Thiago Motta, punta all’estero. Italiano aspetta il Napoli, aveva atteso l’evoluzione delle mosse della Lazio prima di andare a Bologna. Restano Palladino e Pisacane. Il primo lascerà il posto a Sarri e sogna di occupare il suo alla Lazio, sarebbe staffetta. Ha 42 anni, ha impreziosito il curriculum, le esperienze di Firenze e Bergamo sono state formative. Pisacane è tra gli emergenti, ha 40 anni, ha centrato l’impresa-salvezza, lavora con i giovani, ha dimostrato personalità. Entrambi piacciono al diesse Fabiani.

Almeyda sfuma e Conceiçao...

La suggestione Almeyda è sfumata, ha scelto il Messico, ha firmato col Monterrey. Arrivano notizie interessanti da Gedda, sede dell’Al-Ittihad. Il club starebbe pensando di lasciare libero Conceiçao, di ripartire con un altro allenatore. Ha una clausola d’uscita, potrebbe essere annullata. Un segnale da leggere attentamente. Sergio tornerebbe in Italia e alla Lazio in passato ha mandato un messaggio chiaro, fece brillare gli occhi dei tifosi: «Forza Lazio», urlò in tv. Era il 2024, al termine del match tra Porto e Arsenal, ottavi di finale d’andata di Champions, rispondendo alle domande di Capello e Di Canio disse a Sky: «L’Italia è un Paese che adoro. Non mi sto offrendo per venire a lavorare in Italia, ma fatemi dire solo una cosa: Forza Lazio». «Continuo a dire forza Lazio sempre, l’ho fatto anche nella scorsa stagione in tv dopo una gara di Champions», raccontò qualche tempo dopo. Da oggi “meu amigo” Sergio potrebbe essere una candidatura molto più realistica. Sempre che Lotito apra ai vecchi cuori laziali. Spiazzante anziché sprezzante?

 


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