La Lazio di Sarri paga i gol mancati: il "triste record" sui capocannonieri
ROMA - Alla doppia cifra non si sono nemmeno avvicinati. I due capocannonieri della rosa, tra un inciampo e l'altro, si sono fermati esattamente a metà strada: 5 gol per Pedro e Isaksen, i due "bomber" biancocelesti nel campionato 2025-2026. La Lazio, per la seconda volta nelle ultime tre stagioni, ha terminato la Serie A senza nemmeno un calciatore in grado di realizzare 10 reti. Uno score totalmente in controtendenza rispetto a quanto successo nell'abbondante decade precedente: dal 2010-2011, infatti, la squadra aveva sempre avuto almeno un giocatore con 10 timbri in un singolo campionato. Nessuna interruzione per 13 anni di fila, ecco l'elenco di coloro che hanno contribuito alla striscia fino all'inizio della stagione 2023-2024: 7 volte Immobile, 3 Klose e Candreva, 2 Hernanes e Milinkovic, una a testa Parolo, Felipe Anderson, Keita, Luis Alberto e Zaccagni.
Lazio, nessuno in doppia cifra
Fa ancora più effetto leggere i numeri della Serie A finita contro il Pisa. Ha faticato l'intero tridente e non ci sono stati centrocampisti in grado di contribuire in modo evidente. Sabato sera Pedro ha raggiunto Isaksen a quota 5. Noslin e Cancellieri ne hanno fatti 4, Zaccagni, Cataldi e Taylor 3 (l'olandese da gennaio in poi). Qualcosa di simile era già successo nel 2023-2024, la stagione caratterizzata dalle dimissioni a marzo di Sarri, sostituito in corsa da Tudor, poi dimissionario come il Comandante. Il conto si era chiuso con Immobile a 7 gol, Vecino e Zaccagni 6, Felipe Anderson e Luis Alberto a 5. Castellanos ne aveva siglati 4 da vice-Ciro, Isaksen 3 quand'era fisso alle spalle di "Felipetto". Kamada, Guendouzi e Patric (tutti a 2) erano stati gli altri a farne più di uno.
Stagione da incubo per l'attacco di Sarri
Quest’anno il bottino è peggiorato drasticamente. Castellanos è stato ceduto al West Ham a metà stagione. Ratkov, pagato 13 milioni dal Salisburgo, non ha mai trovato la via del campo, nemmeno con il Pisa. L’esperimento di Maldini falso nove non ha funzionato come evidenziato dal cambio di rotta di Sarri. Ha smesso di crederci pure lui. Noslin ha dato qualche segnale, troppo poco pure da parte sua. Dia non si è mai acceso. Negli ultimi tre anni le uniche eccezioni sono stati Pedro e il Taty con Baroni in panchina: 10 gol per entrambi. Un dato quasi toccato anche da Dia (9 da trequartista) e Zaccagni (8). I due non si sono minimamente ripetuti nella Serie A appena conclusa. Adesso, a giochi fatti, resta lo sconforto dei paragoni con il passato insieme alla preoccupazione per il futuro.
