Pedro, l'ultima intervista alla Lazio: "Momento più bello? Il primo derby. Spero che i tifosi..."
Pedro difficilmente dimenticherà l'amore che la Lazio e i suoi tifosi gli hanno regalato. Forse mai. L'ultimo saluto in casa, all'Olimpico, contro il Pisa è stato emozionante, forse di più lo è stato quello sotto la Curva in finale di Coppa Italia. Dopo cinque anni in biancoceleste ha detto addio. Ai canali ufficiali del club però ha voluto rilasciare un'ultima intervista per parlare ai tifosi che sempre gli hanno voluto bene, e sempre gliene vorranno.
Pedro: "È sempre dura da accettare"
“Sono momenti difficili, ho parlato con tanta gente, dai compagni di squadra alla mia famiglia. È sempre dura, difficile da accettare, ma si deve fare per forza, è naturale. L’importante è finire bene e godersi fino all’ultimo minuto quest’esperienza perché poi mi mancherà tanto, dalla routine dell’allenamento ogni giorno fino ad arrivare alla partita e al ritiro con i compagni. Penso che in futuro continuerò a fare questo, sarò sempre legato al calcio, è quello che so fare. Non so se sarò un allenatore, un giornalista (ride, ndr.). Sono sicuro che comunque il mio lavoro sarà legato al calcio".
Pedro: "Ho fatto un po' di storia del calcio"
"A volte penso a tutto quello che ho vissuto, dalle vittorie ai momenti più negativi. Penso che ho fatto un po’ di storia del calcio e per me è stato molto importante. Quando mi ritirerò potrò analizzare tutto il mio viaggio, ma sono molto contento di com’è andato. Ho avuto la fortuna di fare un bel percorso e di vincere trofei importanti come il Mondiale, la Champions League… Sono stati dei momenti veramente felici per me, alla fine sono sicuro che guarderò tutto con più calma e vedrò ciò che ho fatto. Ogni città ha la sua gente, la sua cultura: giocare in diversi paesi diversi mi ha fatto crescere tanto e aprire la mente. Per me è stato fondamentale, anche per parlare più lingue. È una cosa che mi rimarrà per sempre. Io vengo da un’isola piccola dove c’è un altro stile di vita e poca gente, arrivare in grandi città a volte è difficile da gestire. Ma mi sono trovato sempre molto bene, sono stato aiutato tantissimo sia fuori che dentro al campo. Per questo ringrazio tutti”.