Così giocherà la Lazio di Gattuso: 4-3-3 e ritmi alti. Ma anche…
Quattro o cinque acquisti, è l’impegno assunto da Lotito e Fabiani per cominciare a ricostruire la Lazio, fuori dall’Europa. Lo hanno convinto nonostante l’Olimpico vuoto, la contestazione e risorse limitate, perché non si potrà spendere troppo e sono previste anche alcune cessioni. Romagnoli, in attesa dell’Al Sadd, è più vicino all’addio che alla conferma. Cancellieri ha richieste e forse porterà qualche soldo, ma bisogna essere sicuri di Isaksen per non dover ridiscutere la fascia destra. Gattuso, neppure due mesi dopo l’eliminazione di Zenica, ha accettato l’incarico, consapevole dei rischi. Fame, motivazioni e passione hanno spinto l’ex ct dell’Italia. A 48 anni non è tempo per aspettare o scartare proposte di lavoro. Le difficoltà non lo spaventano, racconta il suo percorso. La Lazio era nel suo destino, non solo perché è nato il 9 gennaio (come Sergio Cragnotti) e festeggerà il compleanno nello stesso giorno in cui nacque il club biancoceleste. Rino a Salerno venne tirato su da Delio Rossi, maestro di lazialità. Paul Gascoigne, quando andò a giocare appena diciottenne in Scozia, lo accolse nello spogliatoio dei Glasgow Rangers: campioni di generosità, diventarono subito amici veri. Gazza lo massacrava di scherzi.
L'attesa di Gattuso
Sono giorni particolari per Rino. Aveva già fissato la data del raduno a Coverciano, dove si è appena ritrovata la Giovane Italia affidata a Baldini, e le amichevoli (con Lussemburgo e Grecia) di preparazione al Mondiale. Era convinto di decollare l’8 giugno per il Canada e di rimanere altri due anni alla guida del Club Italia, mai così compatto e granitico in epoca recente. Tutti gli azzurri volevano far parte del gruppo di Gattuso. Calafiori gli ha telefonato dopo il titolo in Premier con l’Arsenal, Barella gli ha dedicato un gol alla Roma, in tanti ancora lo chiamano. «È la vita» risponde Rino, cercando di rimuovere la delusione. Trascorrerà il week-end in Calabria con i genitori e poi raggiungerà Formello. La prossima settimana comincerà a prendere forma il suo progetto. Per ora solo idee sulla carta, ma un’idea ha cominciato a farsela nello stesso modo in cui si era presentato da ct dell’Italia accanto a Gravina e Buffon. Quel giorno (il 18 giugno 2025) svelò di aver già parlato al telefono 35-40 azzurri o azzurrabili, tra cui Chiesa, il suo vero rimpianto.
Le idee di Gattuso
Da nuovo tecnico della Lazio, ancora prima di insediarsi, ha già chiamato tutti, dal primo all’ultimo della rosa, non solo Zaccagni e Romagnoli. L’idea è chiara. Formare un gruppo, entrare subito in sintonia e capire quali sono le intenzioni dei giocatori, perché in Nazionale non esistono i contratti, ma all’interno di un club ci sono tanti altri interessi di cui tenere conto. Rino vuole solo gente motivata, che abbia passione e sia disposta ad affrontare un’altra stagione tosta e dura. Si parte con l’Olimpico vuoto e l’impegno (complicatissimo) di riconquistare i tifosi. La Lazio viene da un nono posto. Si può risalire la classifica, ma si può anche rischiare come la Fiorentina nell’ultimo campionato. Chi non ha voglia di soffrire e mettersi in gioco, si può anche accomodare alla porta. Gattuso chiederà chiarezza e senso di appartenenza ai suoi giocatori. Toccherà a Lotito e Fabiani alzare il livello con i quattro o cinque acquisti promessi. Si parte dal 4-3-3 con la variante del 4-2-3-1. Linea difensiva alta, tanto ritmo, squadra aggressiva. A Coverciano i suoi allenamenti erano faticosi, pieni di intensità. Bisogna correre. Il pallone, dice l’ex ct, viaggia troppo lento in Serie A. Vede qualità su cui poter gettare le basi. Zaccagni, Rovella e Taylor i tre punti fermi da cui partire. Dei suoi azzurri si sapeva, per l’olandese stravede.
