Gattuso lo chiama, ma Romagnoli ripensa all’addio alla Lazio
Rino è partito forte, ha iniziato a cementare la Lazio. E’ fatto così, è un martello, entra nel cuore delle cose, si conficca nella testa dei suoi giocatori, riaccende il fuoco sacro, trasmette il suo rambismo. Da subito è entrato in azione per incidere dove può, per entrare in contatto diretto con la squadra, per capire dove siano le crepe, per provare a ricucire certi strappi, per provare ad arrestare alcune fughe. S’è incollato al telefono, ha parlato con Zaccagni, il capitano affranto, indeciso se restare o partire. Gattuso ha strappato il suo sì, sarà uno dei suoi leader. Ha chiamato anche Romagnoli, un passato insieme al Milan. Non in Nazionale. Rino conosceva la situazione del difensore, il trasferimento saltato a gennaio all’Al-Sadd e la scadenza del contratto nel 2027. Alessio non gli ha dato garanzie, sta valutando di nuovo il suo futuro. Era intenzionato a partire e lo è ancora. Non ha ricevuto proposte dalla Lazio. In queste ore sta aspettando segnali dal Qatar, poi sarà chiamato a decidere. Al vaglio l’offerta economica, a gennaio era quantificata in 6 milioni all’anno per tre anni. Da valutare anche gli scenari di guerra, un pensiero che non ha mai smesso di preoccuparlo. In più Mancini non sarà più in panchina, diretto verso l’Italia. Alessio prenderà una decisione quando avrà il quadro completo dall’Al-Sadd. Non accetterà proposte dall’Italia, una decisione già presa a gennaio. Se chiuderà con la Lazio, per rispetto verso i tifosi, andrà all’estero. Gattuso ha preso atto della posizione di Romagnoli, attenderà anche lui gli eventi. A gennaio da incedibile è diventato cedibile nell’ultimo giorno del mercato arabo. Lotito si era convinto ad accontentarlo e a venderlo, tornando sui suoi passi (evento unico) garantendosi un incasso da circa 7 milioni. Alessio era ad un anno e mezzo dalla scadenza, adesso la distanza è ridotta ad un anno. Gattuso non può blindarlo da solo e il club per rivalutare la cessione aspetta le mosse del giocatore.
La missione di Gattuso
Allenare la Lazio oggi è un voto alla causa, una specie di immolazione. Contestazioni, frustrazioni, disillusioni. Ogni allenatore sbatte contro la realtà. Le leadership in panchina sono volatili da due anni, ci sono giocatori attratti dal mercato, hanno aspirazioni europee. E’ una condizione con cui deve fare i conti anche Rino. Può avere ascendente su alcuni, meno su altri. Farà il possibile per ripartire da un gruppo unito, motivato, desideroso di rialzare la Lazio, pronto a combattere. Ecco perché ha iniziato il giro di consultazioni. Ha parlato anche con Provedel, un altro in scadenza nel 2027. E con Taylor, il fiore all’occhiello della Lazio da gennaio. Rino si augura che Lotito blocchi davvero Gila.
L'arrivo a Formello
Gattuso sarà a Roma la prossima settimana, farà un salto a Formello. Firmerà il biennale. Parlerà con Lotito, si riunirà di nuovo con il diesse Fabiani. L’idea di partenza è valutare la rosa in ritiro, ma ci sono lacune già evidenti. Gli approfondimenti di mercato erano stati rimandati a questi giorni. Rino da cittì ha seguito approfonditamente la Serie A e ha visto molte partite della Lazio, anche dopo l’addio da cittì. Sarri reclamava qualità. Gattuso partirà dalla cazzima, dalla mentalità. Questa legata a quella.
