Lazio, i tifosi boicottano gli abbonamenti per la prossima stagione: il durissimo comunicato
Una frattura che appare ormai insanabile e che segna un punto di non ritorno nella storia recente del club biancoceleste. Con un lunghissimo e durissimo comunicato diffuso sui canali social, i gruppi del tifo organizzato della Lazio hanno annunciato la decisione ufficiale di non sottoscrivere le tessere di abbonamento per la prossima stagione calcistica. Una scelta drastica, definita dagli stessi ultras come "il più grande atto d'amore possibile", che comporterà lo sciopero del tifo e l'assenza dalle tribune dello stadio Olimpico sia per i match di campionato che per quelli di Coppa Italia. La nota della Curva Nord mette nel mirino i 22 anni di gestione del presidente Claudio Lotito, affrontando a 360 gradi le critiche sul piano economico, le strategie di calciomercato, la gestione del settore giovanile e i recenti nodi legati al progetto di ristrutturazione dello Stadio Flaminio. Una presa di posizione netta che sposta lo scontro ben oltre i confini del rettangolo di gioco, investendo anche l'aspetto commerciale e politico. Di seguito, il testo integrale della nota ufficiale emessa dalla tifoseria laziale.
Lazio, il durissimo comunicato dei tifosi: "22 anni di antilazialità"
"La situazione della Nostra Lazio è critica e nessuno può più far finta che non sia così. Siamo scesi nell'abisso da cui è ormai impossibile risalire, mai in 126 anni si è arrivati ad una situazione cosi catastrofica soprattutto dal punto di vista del rispetto verso la tifoseria biancoceleste. Per il bene della Lazio e dei Laziali abbiamo sempre cercato di contestare rimanendo comunque vicini alla squadra. Ci siamo sempre abbonati dando priorità al crescere piccoli laziali e far vivere più momenti di collettività possibili a tutti, dai più grandi ai più piccoli, proprio per tutelare Noi stessi ed il lascito che siamo onorati ed obbligati a raccogliere, rispettare e tramandare. Nei nostri comunicati abbiamo toccato molteplici punti che, in alcuni casi, potevano sembrare discordanti. Questo è stato fatto per provare a lasciare più porte aperte possibili ed avere qualche appiglio per avere una speranza di far rientrare una contestazione così pesante, proprio per tutela di tutti quanti: squadra e tifoseria. Ad ogni occasione, di tutta risposta, ci sono state solamente chiusure da parte di una proprietà che da sempre si è schierata solo contro di Noi. Non ci mettiamo ad elenco tutte le varie uscite poco eleganti, non consone per una società di livello come la Lazio e non rispettose nei confronti dei propri tifosi, bene inestimabile della Città e della societa stessa, sarebbe ripetitivo e stucchevole. La nostra non è un impuntatura, non è una battaglia contro una persona, il nostro è senza dubbio il più grande atto d'amore possibile che un tifoso possa faire: rinunciare a vivere la sua passione più grande per portare avanti un pensiero che faccia aprire gli occhi a tutti, mettendo così in crisi un sistema che mette il tifoso in secondo piano, quando, invece, la sua figura dovrebbe sempre essere al primo posto di ogni decisione. Il nostro sacrificio deve servire affinché qualcosa cambi: tornare ad essere rappresentati in maniera elegante e dignitosa è una priorità per avere nuovamente un futuro identitario. Avere una dirigenza rispettabile e rispettata, come lo è la nostra tifoseria, dovrebbe essere un caposaldo di partenza, non un obiettivo. È svilente non essere rappresentati da una società empatica e sensibile alle esigenze dei propri tifosi che, al contrario di essa, sacrificano tutto per la Lazio e per la sua cazzo di storia. Tanto ieri quanto oggi, ancora di più in momenti di difficoltà rispetto ai momenti di gioia, come abbiamo dimostrato nei momenti più bui della sua storia. Dopo 22 anni di questa mala gestione è ora di mettere dei punti fermi da cui si deve partire e che per noi sono imprescindibili. Con questo comunicato vogliamo chiarire quelle che sono le posizioni del tifo organizzato rispetto a questa proprietà e quali sono le motivazioni che ci hanno portato, fino ad oggi, a privarci della cosa più preziosa che abbiamo: stare vicino alla nostra Lazio!".