Corvino medita, c’è l’ipotesi di fermarsi per un anno. Prima l’incontro con il presidente del Lecce
Domenica mattina, mentre aspettava la sera e il verdetto del Via del Mare, il match contro il Genoa che avrebbe detto "Serie A sì o Serie A no", Pantaleo Corvino ai familiari, agli amici più stretti, aveva sussurrato. «Sono stanco, devo capire se dentro ho le energie per ricaricarmi. Ora salviamoci, poi ci penserò, mi renderò conto e parlerò con il presidente. Ma devo avere le energie giuste per ripartire. Se no mi prendo una pausa». La sera è stata una festa che si è trascinata nella notte. E mentre la squadra iniziava a festeggiare con la città, il presidente Sticchi Damiani - uomo che vive di sensazioni e sa guardare negli occhi e oltre - a noi giornalisti diceva. «So che Pantaleo ha un contratto fino al 2029, glielo ho rinnovato io a gennaio. Ma so che ora bisogna sedersi e parlare di programmi al di là delle firme. Vale per Corvino, per Trinchera, per il mister, per Falcone, per tutti. Torneremo a Gallipoli io e Pantaleo, in uno di quei pranzi rilassati che amiamo fare e parleremo insieme. So solo che ho la fatto la cosa migliore a richiamarlo sei anni fa».
I pensieri di Corvino
PENSIERI. Siamo a cinque giorni dalla domenica del ritorno in A. Una cosa è certa: che il travaglio nella testa di Corvino è importante e in pieno corso. In molti dicono di avergli scritto, di averlo chiamato, ma di non avere ricevuta risposta. Anche persone abituate a sentirlo con frequenza e soprattutto ad avere sempre e comunque una suo riscontro. Tutto questo significa una sola cosa: che vuole stare chiuso in se stesso, che vuole ragionare, che evidentemente mai come questa volta la ragione dice “fermati” e finora sta riuscendo a domare un cuore abituato a soffrire, ma consapevole di non poter più soffrire oltre. Anche in questa stagione, nei momenti difficili, il direttore è diventato un po’ il bersaglio di contestazioni anche aspre della piazza. Evidentemente le ha patite. Non significa che la gente abbia dimenticato la gratitudine che si deve ad un dirigente che in tredici anni divisi in due fasi (1998-2005 e 2020-2026) ha contribuito a costruire otto salvezze, tre promozioni in A più una persa in semifinale playoff. Da quando è tornato, nel 2020, ha infilato una promozione e quattro salvezze di fila che sono il record del club, come lo sono i 38 punti.
Il tempo della scelta definitiva
LA SCELTA. Ora arriverà inesorabile il tempo della scelta definitiva, con in mano l’esito delle riflessioni di questi giorni. Quella della pausa ad oggi resta una deduzione logica, perché è stato lui a parlarne alle persone più vicine e in qualche modo, quando ringraziò con un post Sticchi Damiani per quel rinnovo quasi... unilaterale del gennaio scorso, scrisse: «Se mi accorgerò che non avrò più forza il mio contratto resterà nella casse del Lecce». Era già qualcosa su cui Corvino stava evidentemente riflettendo. Ora il tam tam sta diventando univoco: "lascia, si prende una pausa". I timbri su questa pausa però non ci sono ancora. Magari mancheranno solo quelli. Servirà il colloquio con Sticchi Damiani per ufficializzarla. E se uno ha una carta in mano per far cambiare idea al dg del Lecce, questo è solo il presidente. Nel frattempo anche il futuro Di Francesco non è sicuro. E il Lecce per la Serie A 2026-27, con il Via del Mare rinnovato, ha bisogno di certezze in fretta.
