Mario Balotelli secondo Honda: "Gran talento, ma faceva quello che voleva"

Il fantasista giapponese, attuale ct della Cambogia, ma ufficialmente ancora in attività, ha ricordato in un'intervista ad 'As' i tre anni e mezzo trascorsi in rossonero
Mario Balotelli secondo Honda: "Gran talento, ma faceva quello che voleva"© ANSA
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A quasi 36 anni, da compiere a giugno, Keisuke Honda è un vulcano di idee e progetti. Non ancora ufficialmente ex calciatore, pur essendo svincolato dallo scorso novembre, l’ex fantasista del Milan è già allenatore, ct della Cambogia, ma anche imprenditore di successo, tra start-up e addirittura un fondo di investimento gestito da un certo Will Smith.

Il rimpianto di Keisuke Honda: "Sognavo di giocare nel Real Madrid"

Uno dei calciatori giapponesi più forti di tutti i tempi ha sempre, intervistato da 'As', ha ripercorso le tappe salienti della propria carriera, tra retroscena e qualche rimpianto. Primo tra tutti, quello di non aver potuto indossare la maglia del Real Madrid, il club per il quale ha sempre tifato da ragazzo e dove militava l’idolo dell’Honda calciatore, Zinedine Zidane: “Non mi sono ancora ritirato dal calcio, mi alleno ogni giorno per tenermi in forma, sono pronto per giocare, ma in questo momento sono concentrato sul mio lavoro di ct della Cambogia. Il mio sogno da ragazzo era quello di giocare per Real Madrid, dove giocavano Raul, Ronaldo, Zidane... Zizou era il mio idolo da bambino. Anche quando giocavo nel Milan speravo di arrivare al Real Madrid. Mi dicevo che se volevo realizzare il sogno avrei dovuto fare bene. Ma purtroppo non è successo”.

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Honda e il Milan: "Arrivai in un momento difficile"

Honda ha confessato di sognare di giocare per il Real anche ai tempi in cui ha indossato la maglia del Milan, tra il gennaio 2014 e il giugno 2017. Un approdo che nei piani del giapponese era quindi un punto di partenza o comunque una tappa di passaggio e non di arrivo. Del resto, come ricordato dallo stesso Keisuke, il Milan di quegli anni, fuori dall’Europa e lontanissimo dai primi posti, non poteva ambire ad un ruolo da protagonista: “Giocare per il Milan è stato un sogno, purtroppo non siamo riusciti a vincere lo scudetto perché era un momento difficile per il club, c'erano problemi finanziari e non si potevano prendere i giocatori più forti. Forse è per questo che ho avuto l'opportunità di giocare lì. I tifosi milanisti si aspettavano molto da noi per via della storia del club, c'era sempre una grande pressione, anche da parte della stampa”.

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"Balotelli? Provai a spiegargli che il talento non bastava..."

Infine un retroscena su Mario Balotelli, compagno di spogliatoio di Honda per pochi mesi nel 2014. Il giapponese ha riconosciuto le potenzialità dell’attuale centravanti dell’Adana Demirspor, esprimendo però anche il rammarico per la carriera di Super Mario, non all’altezza delle sue potenzialità: "Mario è un bravo ragazzo, non è la persona che appare da fuori. Aveva un gran talento, ma il problema è che voleva fare sempre quello che voleva. Noi giapponesi abbiamo molta pazienza, io ho cercato a lungo di spiegargli che per avere successo le qualità tecniche non bastavano. Lui mi ascoltava, ma non ha avuto una carriera all’altezza”.

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