Modric illumina il gioco di Allegri, Conte punta sui Fab Four
Cuore, il libro di Milan-Napoli, è il racconto di una partita che in qualche modo riscalderà e orienterà il campionato scavando piccoli solchi, colmando le distanze o magari aprendo prospettive inaspettate. Si vedrà. Ma Milan-Napoli sarà anche l’incrocio ritrovato dopo 12 anni di attesa tra Massimiliano Allegri e Antonio Conte, undici scudetti in due dal 2011 e il vanto di aver dominato la scena italiana negli ultimi quindici campionati. Con una piccola, grande curiosità a coté: se Antonio non fosse rimasto al suo posto dopo lo scudetto, il nome di Max sarebbe stato più d’una suggestione con vista sul Golfo. Dicevamo. I due maestri se le daranno di santa ragione tattica, oggi, ma sempre convinti che la virtù risieda nel mezzo, nell’equilibrio, nelle misure, nei ritmi, nelle scelte dei campioni che ognuno di loro può schierare. La morale di Milan-Napoli, il libro, sta nel cuore. È a centrocampo: nel 3-5-2 di Allegri e nel 4-1-4-1 di Conte.
La forza del centrocampo
Loro, i centrocampisti che attaccano e difendono, e che dettano il passaggio alla difesa a cinque, sono tra le chiavi dorate della grande sfida di San Siro. Sono blocchi fortissimi, probabilmente (o certamente) i migliori del campionato. Hanno tutto: fisici bestiali, idee geniali, imprevedibilità, inserimenti, strappi, interdizione, sacrificio, assist e gol. Tutto. Compresi due fuoriclasse: Modric e De Bruyne. Ma per quanto sia irresistibile il fascino dell’incrocio, sarebbe riduttivo limitare il confronto alla classe immortale dei due fenomeni piovuti dai cieli di Real e City. La questione è la seguente: cinque uomini contro cinque, ognuno fondamentale per il funzionamento del meccanismo intero e del sistema di gioco. Scegliere non saprei, si direbbe: i cervelli di Luka, Lobotka e Kevin, il sacrificio degli equilibratori Politano, Estupiñan e Saelemaekers, la quantità e la qualità di Anguissa e Fofana, le incursioni degli assaltatori Rabiot e McTominay. L’energia in panchina: Elmas e Loftus-Cheek, Ricci e Gilmour.
