Milan, è tornato Jashari: l'ultima partita 173 giorni fa

Novanta minuti contro l’Entella, per i rossoneri adesso è l’uomo in più
Antonello Gioia

MILANO - Novanta minuti in campo. L’ultima volta 173 giorni fa, in Bruges-Anversa, sfida valida per la fase playoff campionato belga. Ardon Jashari, centrocampista del Milan, è tornato a disputare una partita integrale, stavolta con la maglia rossonera addosso; in un’amichevole, è vero, ma organizzata appositamente più per lui che per gli altri. Lo aveva annunciato Massimiliano Allegri due settimane fa in conferenza stampa: Milan-Entella, test durante la sosta, sarebbe servito in primis allo svizzero per ritrovare un minimo di ritmo partita, andando a riprovare quelle sensazioni che, a conti fatti, non sentiva da mesi: «È stato - ha spiegato il classe 2002 - un percorso lungo per arrivare fin qui soprattutto dopo il periodo intenso del calciomercato e il brutto infortunio. Dopo circa tre mesi è bello tornare in campo dal primo minuto in un’amichevole. È una bella sensazione».

Il rientro di Jashari

La sua corsa nel Milan, iniziata con il lunghissimo inseguimento della trattativa tra il club rossonero e il Bruges, si era arrestata a fine agosto a causa di un violento scontro di gioco in allenamento con Santiago Gimenez. La diagnosi recitava frattura composta del perone destro e almeno due mesi di stop. Tempistica rispettata: a inizio novembre, Jashari è tornato tra i convocati e, ieri, ha rimesso per la prima volta piede in campo in partita. Un po’ di ruggine, dunque, era prevedibile: «È sempre un po’ difficile tornare a giocare quando sei stato fuori a lungo, e su campi così è ancora più complicato, ma alla fine mi mancava giocare a calcio. La cosa più importante era ritrovare quelle sensazioni: fare cose buone con il pallone, correre tanto per la squadra. Questo contava più di tutto il resto».


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Jashari, la prestazione

Già, perché, dal resto, era difficile aspettarsi faville. Jashari è stato schierato da mediano davanti alla difesa, mostrando una interessante capacità di verticalizzazione in spazi stretti, ma anche una intensità di passo ancora piuttosto compassata. L’errore in fase di possesso sul gol decisivo dei liguri, comunque, lascia il tempo che trova: l’importante era altro. Lo stesso calciatore ci ha tenuto a ribadirlo: «Per me questa partita era fondamentale per tornare a giocare. L’ho apprezzata molto: Allegri e i compagni mi hanno aiutato. Durante l’infortunio ho ricevuto tanti messaggi e anche quando mi allenavo da solo a Milanello ho sentito tanto calore dalla squadra. Ora spero di tornare presto con loro in campo nelle competizioni ufficiali per dare il massimo». 

Il ruolo di Jashari nel Milan

Quando tornerà a una condizione atletica importante, Jashari entrerà senza dubbio nelle rotazioni. Il ruolo? Davanti alla difesa c’è un campione come Luka Modric e, da mezzala, c’è concorrenza e serve un passo importante. Lo deciderà Allegri, perché quello che conta, ha confermato lo svizzero, è lavorare bene per la squadra: «Voglio dare il massimo, offrire le mie migliori prestazioni e portare fiducia alla squadra anche a livello individuale. Alla fine la cosa più importante è vincere. Vediamo cosa riusciremo a raggiungere insieme».


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MILANO - Novanta minuti in campo. L’ultima volta 173 giorni fa, in Bruges-Anversa, sfida valida per la fase playoff campionato belga. Ardon Jashari, centrocampista del Milan, è tornato a disputare una partita integrale, stavolta con la maglia rossonera addosso; in un’amichevole, è vero, ma organizzata appositamente più per lui che per gli altri. Lo aveva annunciato Massimiliano Allegri due settimane fa in conferenza stampa: Milan-Entella, test durante la sosta, sarebbe servito in primis allo svizzero per ritrovare un minimo di ritmo partita, andando a riprovare quelle sensazioni che, a conti fatti, non sentiva da mesi: «È stato - ha spiegato il classe 2002 - un percorso lungo per arrivare fin qui soprattutto dopo il periodo intenso del calciomercato e il brutto infortunio. Dopo circa tre mesi è bello tornare in campo dal primo minuto in un’amichevole. È una bella sensazione».

Il rientro di Jashari

La sua corsa nel Milan, iniziata con il lunghissimo inseguimento della trattativa tra il club rossonero e il Bruges, si era arrestata a fine agosto a causa di un violento scontro di gioco in allenamento con Santiago Gimenez. La diagnosi recitava frattura composta del perone destro e almeno due mesi di stop. Tempistica rispettata: a inizio novembre, Jashari è tornato tra i convocati e, ieri, ha rimesso per la prima volta piede in campo in partita. Un po’ di ruggine, dunque, era prevedibile: «È sempre un po’ difficile tornare a giocare quando sei stato fuori a lungo, e su campi così è ancora più complicato, ma alla fine mi mancava giocare a calcio. La cosa più importante era ritrovare quelle sensazioni: fare cose buone con il pallone, correre tanto per la squadra. Questo contava più di tutto il resto».


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