Milan, è tornato Jashari: l'ultima partita 173 giorni fa
MILANO - Novanta minuti in campo. L’ultima volta 173 giorni fa, in Bruges-Anversa, sfida valida per la fase playoff campionato belga. Ardon Jashari, centrocampista del Milan, è tornato a disputare una partita integrale, stavolta con la maglia rossonera addosso; in un’amichevole, è vero, ma organizzata appositamente più per lui che per gli altri. Lo aveva annunciato Massimiliano Allegri due settimane fa in conferenza stampa: Milan-Entella, test durante la sosta, sarebbe servito in primis allo svizzero per ritrovare un minimo di ritmo partita, andando a riprovare quelle sensazioni che, a conti fatti, non sentiva da mesi: «È stato - ha spiegato il classe 2002 - un percorso lungo per arrivare fin qui soprattutto dopo il periodo intenso del calciomercato e il brutto infortunio. Dopo circa tre mesi è bello tornare in campo dal primo minuto in un’amichevole. È una bella sensazione».
Il rientro di Jashari
La sua corsa nel Milan, iniziata con il lunghissimo inseguimento della trattativa tra il club rossonero e il Bruges, si era arrestata a fine agosto a causa di un violento scontro di gioco in allenamento con Santiago Gimenez. La diagnosi recitava frattura composta del perone destro e almeno due mesi di stop. Tempistica rispettata: a inizio novembre, Jashari è tornato tra i convocati e, ieri, ha rimesso per la prima volta piede in campo in partita. Un po’ di ruggine, dunque, era prevedibile: «È sempre un po’ difficile tornare a giocare quando sei stato fuori a lungo, e su campi così è ancora più complicato, ma alla fine mi mancava giocare a calcio. La cosa più importante era ritrovare quelle sensazioni: fare cose buone con il pallone, correre tanto per la squadra. Questo contava più di tutto il resto».
